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Il numero "zero" di Ameritalia

di Alessandro Baldi, lettore all'Universidad Simón Bolívar di Caracas

Sono passati ormai più di quattordici mesi da quando diramai i primi messaggi per esporre sommariamente il progetto di costruire un sito e per chiedere collaborazione: la risposta fu entusiasta ed a settembre dell'anno scorso avevo a disposizione quasi tutto il materiale che costituisce il n. "0" di Ameritalia. Il notevole ritardo con cui questo appare si deve alla somma di problemi tecnici la cui soluzione ha richiesto abbastanza tempo.


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Dopo queste spiegazioni, vorrei ringraziare quanti hanno creduto nel progetto e, con l'apporto dei loro materiali, hanno consentito che iniziasse a realizzarsi. A quanti dopo aver visitato la pagina vorranno sommarsi all'iniziativa va il mio ringaziamento anticipato.

L'idea più interessante che ha arricchito lo schema iniziale del progetto riguarda la possibilità di organizzare un congresso di italianistica qui a Caracas: la grande comunità di italofoni e la grande quantità di corsi d'italiano che si impartiscono in città ed in tutto il Paese, giustifica un impegno in quella direzione. Ameritalia sarà, dunque, anche il punto di incontro di quanti parteciperanno all'evento.

Lo schema iniziale del progetto prevedeva la crezione di uno stumento che aiutasse i docenti che insegnano la propria lingua materna all'estero, in contesto universitario specificamente, a risolvere i problemi più ricorrenti che incontrano nella pratica didattica; che servisse anche ai docenti che insegnano italiano come lingua straniera nelle molte altre scuole di ogni ordine e grado sparse per tutto il Venezuela, specialmente in funzione della formazione permanente e dei contatti con la ricerca italiana; e soprattutto uno strumento che servisse a ridurre la distanza che separa chi studia la lingua e la cultura italiana dall'Italia.

La realtà dei fatti ha piegato lo schema astratto appena delineato ed il sito è una prima risposta al problema concreto di vivere un'interazione didattica soddisfacente in condizioni difficili: come motivare studenti che a volte non dominano la lingua materna, che frequentano poco biblioteche mal assortite, che non si servono delle dotazioni audiovisuali ed informatiche disponibili, che non possono comprare libri cari e poco distribuiti? La nostra scommessa è stata quella di costruire un luogo propizio alla ricerca ed alla sperimentazione di soluzioni.

Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono ambiziosi: coinvolgere tutti i potenziali destinatari di Ameritalia nella sua elaborazione; rinforzare i legami professionali tra docenti, tra studenti, e tra docenti e studenti; far ricadere sulla pratica didattica i risultati della ricerca teorica; creare sinergie tra competenze dei docenti e competenze degli studenti; rinforzare capacità di studio e di ricerca pensando all'autoformazione.

Agli studenti proponiamo la partecipazione alla costruzione di questo sito come un'opportunità per fare cose con la lingua che hanno imparato e come uno stimolo a mantenere sotto controllo ciò che hanno appreso per organizzarne l'incremento e l'aggiornamento autonomo e permanente. Un'opportunità di cambiamento del modo di intendere l'insegnamento e l'apprendimento di una lingua straniera e di collaborazione ad un lavoro creativo.

Forzare un certo costume comporta delle difficoltà e può provocare delle tensioni, proporre il cambiamento non è indolore e prevede tempi lunghi. E' in ogni caso una sfida che vale la pena di accettare.

In un'epoca in cui i bilanci si aggiustano a spese dei servizi sociali basilari, educazione e sanità, è particolarmente difficile chiedere ai docenti di promuovere e gestire il cambiamento, anche se crediamo che la sua professionalità consiste proprio in questo. Il lavoro del docente è difficile e viene portato a termine in condizioni difficili: chi non vuole gettare la spugna deve elaborare strategie che gli consentano di evitare che alle molte energie immesse nell'interazione didattica seguano risultati insoddisfacenti. Ameritalia vorrebbe essere la prova che con un accettabile apporto di energie, di tempo e di creatività si possono ottenere risultati soddisfacenti.

La struttura del sito è aperta per cui alle sezioni attivate se ne affiancheranno altre in relazione alla collaborazione che riceveremo.

Caracas, aprile 2001

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