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La Comunicazione Aziendale
di Graziella Tonfoni, Università di Bologna, Ottobre 1999

Introduzione
Questo testo fu già in bozze per le edizioni di Giunti e Lisciani ormai nell’anno 1993. In seguito alle vicende della collana specifica in cui era pronto a comparire, però la sua pubblicazione fu momentaneamente sospesa.
L’autrice, coinvolta nella scrittura e pubblicazione di suoi altri lavori, lasciò nel frattempo a sua volta sospesa la decisione relativa al “come procedere”. Quando finalmente rimise mano a questo testo, ecco che non solo un certo arco di tempo era trascorso, ma anche un certo arco di tempo assai particolare, caratterizzato cioè dal progressivo e rapido espandersi delle cosiddette nuove tecnologie. Alla luce dei cambiamenti sostanziali avvenuti, certamente molti elementi nuovi avrebbero dovuto essere incorporati in questo testo, ulteriori specifiche aggiunte in riferimento alla modifica del quadro generale si mostravano necessarie. L’autrice si è trovata quindi di fronte alla scelta importante dell’atteggiamento più consono da adottare: ripescare il testo nella sua originaria struttura o ripensare il testo configurandone piuttosto una nuova fisionomia, cioè ricostruendolo globalmente?

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L’autrice, dopo aver riflettuto attentamente sulle implicazioni delle due rispettive possibilità, ha finalmente deciso, fatti salvi alcuni dettagli e leggere modifiche, di tenere salda l’antica pianta del suo originario edificio testuale, per usare una metafora architettonica pregnante. Infatti il contenuto originale rappresentato nel testo non è decaduto nella sua significatività ed è tuttora valido, anche se necessita poi di essere integrato da ulteriori letture, più specificamente rivolte a sondare le caratteristiche principali delle nuove tecnologie e dei mutamenti profondi da esse apportati. Ma proprio per comprendere meglio tali mutamenti non è forse davvero importante dominare anche la struttura primaria, a partire dalla quale tali mutamenti sono stati possibili e sono avvenuti.?
In una realtà quale quella odierna, profondamente caratterizzata da spinte propulsive sempre in avanti, è facile perdere la memoria di quanto viene comunque prima ed è comunque valido o importante conoscere.
La corsa al cosiddetto nuovo, che prescinde dall’analisi approfondita della scrittura già esistente, può inequivocabilmente indebolire e impoverire una complessità ben più ricca e articolata, fatta di un prima e di un poi. Quanto il presente volume riporta, inclusi gli esempi esplicativi introdotti, conduce il lettore a riflettere sulle modalità comunicative di base della interazione aziendale ed organizzativa più in generale. Il presente volume invita inoltre il lettore ad assumere un atteggiamento attivo nei confronti di una informazione solida in quanto tuttora valida, ma non completamente aggiornata.
Questa incompletezza appunto stimola il lettore stesso a creare quelle trame e a ricostruire quei fili e quelle connessioni tra passato e presente che sole possono garantire di una avvenuta e approfondita comprensione. Il termine stesso comprensione, dal latino comprehendo cioè mi approprio in senso completo, implica un arricchimento della percezione e dell’interpretazione, implica un lavoro, anche nel senso determinato dalla fisica, uno sforzo di ricreazione di nessi, un movimento di pensieri, un tempo per la elaborazione dei medesimi. L’autrice ha quindi deciso di riproporre questo volume lasciando al lettore il compito di aggiungere fra le righe, di chiosare i paragrafi, di commentare, di aggiornare certi elementi esterni in base a nuove conoscenze che non necessariamente potrà estrarre solo dal testo. Il lettore, che viene progressivamente dotato di elementi conoscitivi solidi, di una vera e propria serie di strumenti e attrezzi per interpretare la realtà comunicativa propria della organizzazione aziendale, viene al tempo stesso proiettato all’esterno del libro, nel vissuto contemporaneo, arricchitosi nel frattempo di nuove presenze, ruoli, strutture e tecnologie. Proprio in quanto dotato progressivamente, nell’evolversi della sua lettura, di importanti mezzi interpretativi, il lettore potrà riportare dall’esterno nuovi elementi di conoscenza, stabilendo nuovi significati e tornando al libro stesso. Ecco quindi che, ad una sollecitazione centrifuga segue una riconduzione centripeta. Ecco quindi che il dentro e il fuori della conoscenza testuale ed extratestuale possono armoniosamente integrarsi. Se invece, proprio per tener dietro al rapido e spesso discontinuo muoversi ed evolversi della comunicazione attraverso tecnologie che continuamente cambiano e impongono a loro volta profondi cambiamenti, l’autrice avesse deciso di riscrivere completamente questo testo secondo le logiche più recenti, forse lo spessore della complessità del discorso precedente sarebbe andato smarrito. La ulteriore bibliografia dell’autrice segnalata nella parte finale consentirà comunque al lettore di dotarsi di strumenti più aggiornati, proseguendo il suo percorso di lettura, senza però perdere l’opportunità di incontrare un tessuto testuale ricco peraltro di stimoli e conoscenze solide. Per concludere, tornando alla metafora architettonica già presentata, è così salva l’antica pianta dell’originario edificio testuale, e accanto a tale pianta ecco provvista la documentazione relativa a come tale edificio può essere ampliato, riadattato, restaurato, nonché la mappa di ulteriori edifici più moderni che sono nel frattempo stati affiancati alla originaria struttura. Non resta che augurare al lettore una proficua visita e una profonda comprensione dell’assai spesso intricato reticolo di significati riproposti per essere ulteriormente utilizzati per comprendere il passato, interpretare il presente e progettare il futuro secondo un’armonica visione complessiva.  

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