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La multimedialità che nasce dalla carta

di Irene Fioresi

 

 



Di fatto noi viviamo nell'epoca della multimedialità e sappiamo bene che le modalità
di trasmissione di un unico messaggio possono essere varie e assai diverse fra loro.
Il linguaggio è un modo di rappresentare le conoscenze, all'interno di un campo più
vasto di possibilità. Tuttavia, anche nel momento in cui si decide di limitare l'orizzonte
al testo linguistico, occorre mantenere vivo questo 'senso del possibile', perché di
fatto anche il testo linguistico può essere costruito in molti modi diversi."(1)

La nostra epoca è l'epoca della comunicazione multimediale, epoca in cui le informazioni sono veicolate dai più diversi media, carta stampata, video, animazioni, suoni, che spesso e sempre più frequentemente si possono trovare in compresenza all'interno di un unico spazio comunicativo proprio per la avanzata qualità delle risorse tecnologiche. "Multimedialità nella sua definizione più sintetica e corrente è compresenza e pluralità di diversificate risorse tecnologiche, quello che semioticamente si chiama 'compresenza di più canali' con una decisiva prevalenza del canale visivo. Si tratta in questo caso di una multimedialità fatta di cose concrete, di oggetti" (2). Ma va sottolineato che a questa compresenza di canali comunicativi è collegato un altro aspetto della multimedialità "relativo alla complessità e varietà di atteggiamenti cognitivi e di modelli di comunicazione e di apprendimento che sono legati agli oggetti. In altri termini ogni oggetto causa un certo tipo di interazione, di atteggiamento cognitivo. Questo è quanto nella semiotica va sotto il nome di 'codici': codice verbale, codice visivo e via dicendo. In sostanza questa riflessione sulla 'multimedialità numero 2' consiste nell'analisi del rapporto tra uno strumento e la modalità che lo strumento comporta." (3)

La multimedialità, dunque, intesa nella sua accezione complessa di compresenza e integrazione, in maniera armonica e consistente rispetto alle diverse situazioni comunicative, di diversi codici e canali deve partire dal riconoscimento e autoriconoscimento della complessità dei processi comunicativi e dei differenti atteggiamenti cognitivi che si manifestano nei vari atti comunicativi. La valutazione positiva del fattore "complessità" implica un'attenzione alla pluralità di stili e profili cognitivi che caratterizzano i singoli a partire da processi cognitivi comuni e conseguentemente anche una diversificazione delle modalità di trasmissione di uno stesso messaggio per consentire ad ognuno una "sintonizzazione" in accordo alle proprie preferenze. Allo stesso tempo è possibile esplorare nuove modalità, ampliare le proprie competenze comunicative attraverso la sperimentazione, la gestione "attiva" dei diversi media comunicativi.

"Direi che la scommessa che oggi ci pone la multimedialità è proprio l'integrazione di vari modi di fare le cose, il rispetto nei confronti di chiunque utilizzi la tecnologia per un determinato obiettivo. Ecco perché l'importanza dei vari codici, della compresenza di più opzioni: per consentire a ciascuno di personalizzare, a seconda delle proprie preferenze, il suo tipo di interazione e scegliere la via a lui più congeniale. Naturalmente la grande ricchezza della multimedialità sta nella sua capacità di presentarci anche altri itinerari, per cui ognuno di noi può verificare e, in fondo, allenarsi a praticare vie che non sono necessariamente le più naturali e adatte a lui, ma che pure esistono, arrivando quindi a un concetto di amplificazione delle possibilità: non di sostituzione - intesa come nuovo modo di fare le cose che subentra ad un altro - ma come nuova chance, esperienza stimolante e creativa di altre possibilità. Tutto questo passa, appunto, attraverso la personalizzazione, la maggiore conoscenza e riflessione sul modo ovvio e naturale che noi abbiamo di fare le cose. L'ovvio non lo è mai realmente, anzi, troppo spesso è stata trascurata la ricerca su quello che è il modo ovvio di fare le cose: questo implica tutta una serie di processi estremamente complessi e forse la sfida che la multimedialità ci pone è anche ripercorrere e cogliere quali sono le implicazioni del nostro modo di agire diversificato."(4)

Dalla valorizzazione delle differenze, mediante l'educazione al riconoscimento delle proprie preferenze comunicative e l'addestramento alla pratica delle modalità che risultano meno immediate, nasce una metodologia di educazione alla "multimedialità attiva" intesa come capacità di gestire consapevolmente i diversi atti comunicativi attraverso la conoscenza delle proprietà dei diversi codici e canali, cioè attraverso un potenziamento delle abilità comunicative: "multimedialità è un processo di formazione alla scelta che recupera e integra tutti i modi e i mezzi del comunicare (...) Un'educazione alla multimedialità attiva intende mirare al potenziamento delle capacità di focalizzazione - attenzione - selezione - individuazione - richiamo - organizzazione - sintesi - analisi - memorizzazione - elaborazione diversificata delle informazioni e quindi della gestione dei processi di produzione e ricezione di testi esprimibili con diversificati codici e realizzabili su canali multipli. All'esplosione dei canali deve corrispondere una aumentata conoscenza e capacità di gestione dei codici".(5)

Nella metodologia CPP-TRS© di Graziella Tonfoni si opera, infatti, l'integrazione dei codici visivo e linguistico in "un unico nuovo codice" che assume caratteristiche semiotiche peculiari, in cui il codice visivo si integra come "modello e supporto" dell'organizzazione della conoscenza, in modo tale che l'utente, partendo dalla naturale forma visiva connessa ad ogni testo inteso come modalità di rappresentazione della conoscenza, costruisca i propri testi potenziando tale visività: "il visivo sarà un elemento per accrescere il potere significativo di un determinato codice"(6) . Obiettivo della metodologia è far sì che ognuno possa gestire in modo consapevole e autonomo la pluralità dei codici conoscendone la specificità attraverso il percorso di educazione alla "visività attiva" proposto dalla metodologia stessa: "il discorso che la metodologia propone è il seguente: educarci ad una visività attiva, cioè ad organizzare in prima persona visivamente i messaggi".(7)

"E' importante e utile, nella cosiddetta era della multimedialità, favorire e promuovere atteggiamenti di "multimedialità attiva", cioè di conoscenza dei codici e dei canali di comunicazione. In altre parole, chi vive la multimedialità deve essere capace di rapportarvisi correttamente, "controllandola" e sapendola gestire da protagonista. In questo modo si accrescono le possibilità di contatto dell'uomo col proprio ambiente. Si può senz'altro pensare alla multimedialità come a una semplice giustapposizione di codici che esclude ogni tipo di intervento personale e autonomo da parte del ricevente; ma questo è proprio quanto si vuole evitare. L'obiettivo è piuttosto quello di educare alla differenza fra i vari codici e canali e al controllo sulle proprietà semiotiche tipiche di ciascun codice".(8)

E' importante, dunque, in tale processo educativo, valutare e rivalutare "tutti i modi e i mezzi del comunicare" a partire da quelli a cui siamo abituati e che risultano naturalmente più semplici da gestire. Esaminare le proprietà semiotiche di ciascun codice e canale in cui è possibile formulare un messaggio rende consapevole l'emittente di ciò che accade mentre comunica e pertanto lo rende un "comunicatore esperto". Questo garantirà una corretta scelta dei diversi modi e mezzi a seconda delle diverse situazioni comunicative.

"Ogni processo educativo e formativo non può quindi ignorare la complessità, se non vuole risultare obsoleto e inadeguato. Non si può pensare di trasmettere tutta la conoscenza o tutta l'esperienza possibile, si devono piuttosto fornire criteri di autoregolazione e autoapprendimento"(9). Proprio attraverso questi criteri sarà possibile gestire la complessità delle informazioni in modo multimediale. La conoscenza approfondita degli strumenti abituali nella nostra formazione sarà il punto di partenza per un potenziamento delle abilità comunicative che si realizza nella integrazione dei diversi codici.

"La prospettiva propria della metodologia non identifica comunque nella sostituzione di un codice ad un altro o di uno strumento ad un altro una possibilità di crescita dell'apprendimento. Non a caso il laboratorio non prevede in prima istanza l'uso del computer, e si parla volutamente di multimedialità in assenza del computer, proprio perché è la formazione cognitiva il punto essenziale. L'introduzione del computer deve essere preceduta da una conoscenza approfondita dei codici e delle loro possibilità per risultare significativa. (...) Non sarà quindi la sostituzione del video al libro a creare "valore aggiunto", si dovrà piuttosto pensare ad aumentare la consapevolezza cognitiva attraverso un preliminare processo di educazione e formazione".(10)

La metodologia CPP-TRS© promuove tale processo di educazione e formazione e propone uno specifico percorso diretto alla stimolazione alla facilitazione delle diverse competenze comunicative. Si tratta di "sperimentare le tecniche di multimedialità attiva partendo da materiale cartaceo e recuperando forme di comunicazione esistenti e consuete, per integrarle successivamente con le nuove proposte delle tecnologie avanzate (video e ipertesto)".(11)

La metodologia CPP-TRS© propone tecniche specifiche di rappresentazione testuale basate sulla "visualità attiva" come componente intrinseca del testo, integrata al linguaggio naturale.
L'elemento visivo assume, dunque, notevole importanza nella progettazione e realizzazione dei testi inteso non come "una componente che si aggiunge, si affianca alla componente linguistico-comunicativa; è piuttosto un elemento che si fonde con tale componente e ha come obiettivo quello di cambiare profondamente l'atteggiamento di scrittura; la scrittura ripensata attraverso la progettazione pittorica e architettonica costituisce un nuovo modo di scrivere, un nuovo modo di organizzare l'attività comunicativa. Si tratta, in altre parole, non di aggiungere un codice ad un altro, non di accostare i due codici, come sarebbe appunto nel fumetto, ma di integrare tali due codici creando un codice nuovo".(12)

Attraverso l'uso operativo di alcune metafore tratte dal mondo della pittura, dell'architettura e della musica l'Autrice espone la metodologia CPP-TRS© in alcuni volumi che si presentano come "album" multimediali. Il testo è considerato come quadro da preparare e dipingere, oppure come edificio da progettare, realizzare ed abitare; oppure come spartito musicale da eseguire; l'Autrice delinea percorsi per costruire testi singolarmente e collettivamente secondo molteplici prospettive, per progettare testi a più dimensioni attraverso la sperimentazione di tecniche di scrittura e lettura nello spazio e in movimento, per ripartire e suonare il testo nelle sue diverse valenze melodiche.

"Né la produzione testuale né la ricezione testuale esistono come atti isolati; si ha piuttosto l'esplorazione del testo e la navigazione attraverso il testo e si ha la prospettiva dello scrittore e la prospettiva del lettore, che si avvicendano all'interno del testo nel gioco dell'esecuzione. Non esiste un unico modo di guardare a un edificio o a un quadro, ma esiste una pluralità di punti d'osservazione. Così anche il testo è una possibilità aperta. L'architettura testuale viene concepita allo scopo di permettere visioni molteplici, localizzazioni molteplici e interazioni molteplici all'interno del testo stesso. Per pensare alla produzione e alla ricezione dei testi, useremo una serie di metafore derivanti dalla visione, come prospettiva, punto di vista, focalizzazione, rifocalizzazione, tessitura, cliché, e dalla musica, come alternanza, armonia ed esecuzione".(13)

Il lettore di questi singolari volumi sarà di volta in volta "architetto testuale", "artigiano testuale", "esecutore testuale" e potrà sperimentare direttamente la multimedialità e multidimensionalità dei testi per costruirli poi autonomamente mettendo in pratica le tecniche secondo la propria creatività. I libri di Graziella Tonfoni relativi alla metodologia CPP-TRS© , infatti, coinvolgono già a partire dalla carta "diversi modi e mezzi del comunicare" stimolando la gestione multimediale delle conoscenze su basi di consistenza cognitiva.

La metodologia CPP-TRS© è presentata, nella versione italiana, in tre diversi volumi dalla singolare tipologia.
Si tratta di "album" che comprendono parti teoriche e parti operative relative alle diverse componenti della metodologia esposta analiticamente in modo non sistematico, ma volutamente differenziato secondo livelli diversi di lettura e/o applicazione.
I testi costituiscono un supporto alla formazione tramite laboratori di scrittura, corsi e seminari di acquisizione diretta delle tecniche e sono quindi costruiti in modo tale da fungere da guida in tali percorsi di sperimentazione attiva di nuove modalità di lettura e scrittura. Le componenti della metodologia CPP-TRS© e le "basi teoriche" relative alle motivazioni cognitive e semiotiche che costituiscono il "sottofondo" della metodologia stessa non vengono presentate sistematicamente, ma rispondono alle diverse fasi di elaborazione e alle diverse finalità dei volumi, uno più specificamente rivolto all'ambito didattico, uno all'ambito aziendale e l'altro applicativo. Si può, dunque, leggere i libri sequenzialmente, oppure lasciarsi guidare da una logica di fruizione ipertestuale a seconda delle diverse esigenze informative.
L'Autrice ha, inoltre realizzato, veri e propri iperlibri in cui il lettore è chiamato a interagire con il testo, ad essere "attivo protagonista, cioè architetto testuale"(14) per personalizzare la fruizione del testo che diventa una molteplicità di testi possibili.

Graziella Tonfoni, Scrittura multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991.

Il volume è costruito a successive "ondate informative" che corrispondono a diversi livelli di accesso al materiale. Si dà così la possibilità a diversi lettori di sperimentare varie forme di lettura e di scrittura. Alcuni capitoli sono di carattere esplicativo e presentano le basi teoriche su cui è stata progettata la metodologia CPP-TRS©; altri capitoli sono di carattere interattivo e provocano il lettore a costruire un testi propri e a collocarli in un proprio spazio. Il lettore può scegliere di analizzare il materiale seguendo il percorso mostrato dall'indice, che corrisponde alla successione logico-cronologica dei materiali, oppure di esplorare il testo secondo una mappa di navigazione diversa in base ad esigenze più specifiche di apprendimento. Nell'indice, infatti, viene proposto un secondo possibile percorso che vede succedersi i capitoli in un ordine diverso.
Volutamente l'Autrice ha inteso costruire un libro non autonomo. ma complemento sia degli altri due volumi che presentano evoluzioni, applicazioni e altre componenti della metodologia, sia di un insegnamento orale, diversificato in base alle molteplici esigenze di chi apprende, realizzato in vari laboratori allestiti dall'Autrice e da sue allieve divenute formatrici.

Graziella Tonfoni, La Comunicazione Aziendale come Arte Visiva, Treviso, Pagus, 1991.

Il volume è costruito come un vero e proprio album di lavoro, stimolo e supporto alla costruzione di testi intesi come quadri, oggetti visivi da progettare e realizzare secondo precise tecniche che, ben lontano dal limitare, potenziano la creatività e l'abilità comunicativa.
Se l'utente privilegiato è un utente inserito nell'ambiente aziendale e che ha finalità volte a migliorare la comunicazione all'interno del gruppo di lavoro, il libro si rivolge comunque a tutti coloro che si occupano di comunicazione o intendono migliorare le proprie capacità comunicative attraverso una metodologia cognitiva diretta alla facilitazione e al potenziamento dei processi di scrittura e lettura, che, proprio perché cognitivamente fondata, può trovare molteplici e diversificate applicazioni.
Secondo la prospettiva CPP-TRS©, si promuove un'approfondita conoscenza di diversi codici volta alla gestione multimediale delle informazioni, intesa non come semplice moltiplicazione o giustapposizione, ma come possibilità di integrazione di più codici. Particolare attenzione viene data al codice visivo e al codice linguistico orale. Infatti le conoscenze che il libro intende trasmettere sono organizzate da una specifica semantica visiva e analizzate in testi linguistici da leggere ad alta voce, come viene specificato nelle prime pagine del volume: "Istruzioni di lettura: questo libro è stato costruito dall'Autrice, non per una lettura silenziosa ma per essere letto ad alta voce. La particolarità dello stile è dovuta precisamente a questo motivo".

Graziella Tonfoni, Partitura, Solfeggio, Movimento. Note di esecuzione di scrittura, Treviso, Pagus, 1992

Il volume è costruito come album di pratica, quaderno applicazione di alcune idee portanti che si trovano già esposte nei precedenti volumi con l'integrazione di nuovo materiale che sviluppa ulteriormente tali idee: "il quaderno che qui ti presentiamo è un manuale per l'esecuzione del testo". Il testo, infatti, viene considerato, secondo la metodologia CPP-TRS©, come un oggetto da progettare, costruire ed eseguire secondo molteplici prospettive. Nei tre percorsi proposti dal libro l'Autrice introduce un modo totalmente nuovo di concepire il testo attraverso l'uso operativo di metafore dal mondo della musica e della pittura: primo percorso "Come ripartire e suonare il testo: il polittico polifonico"; secondo percorso: "Come costruire e personalizzare il testo: l'artigianato testuale"; terzo percorso: "Come muovere e trasportare il testo: le macchine testuali".
Portando alle estreme conseguenze la metafora della comunicazione come arte, la metodologia propone una visualizzazione dei processi della mente umana che sottostanno alla comunicazione, dal più semplice al più complesso. Si delinea così il testo comunicativo come un processo complesso e dinamico, stimolando la gestione consapevole di una "multimedialità attiva" in cui l'individuo si pone come protagonista e "comunicatore esperto" dei molteplici codici e canali comunicativi.

Graziella Tonfoni, Frammenti testuali. Un libro da navigare, da comporre, da ricostruire, cioè un iperlibro, Parma, Zara, 1994

Il volume è costruito secondo la logica ipertestuale, ovvero le diverse "riflessioni operative" dell'Autrice, sulla ricerca in cui da anni è impegnata, che costituiscono il contenuto del testo sono considerati come "frammenti", tra loro collegati e collegabili, ma con una propria autonomia. In quanto "frammenti" si collocano ciascuno in un proprio spazio nel testo, un "riquadro che rappresenta da un lato la territorialità e autonoma di significato, dall'altro la possibile espandibilità". Il lettore è chiamato a riordinare il testo e costruire i propri percorsi, paralleli o intrecciati al testo, che riempiano la "cornice indefinita che circonda le riflessioni dell'Autrice. Il volume contiene dunque un testo e al tempo stesso tanti possibili testi, che saranno i testi costruiti dai lettori provocati da questo iperlibro e dalla metodologia di lettura e scrittura attiva CPP-TRS©: "ecco come lo sfondamento del video provocato dall'ipertesto e l'esplosione della pagina provocata dalla mia metodologia portano alla costruzione di una struttura architettonica testuale complessa e articolata in tutte le sue componenti".


Graziella Tonfoni (sintesi in inglese a cura di J. Richardson e con la prefazione di Marvin Minsky), Writing as a visual art, Oxford, Intellect Books, 1994

La versione in lingua inglese della metodologia CPP-TRS© presenta globalmente le tecniche create da Graziella Tonfoni in maniera sintetica e progressiva, guidando gradualmente il lettore da un'esperienza di lettura in uno spazio lineare all'approccio visivo, del tutto nuovo, in uno spazio a tre dimensioni.
La metodologia esposta nei tre volumi Scrittura Multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991, La Comunicazione Aziendale come Arte Visiva, Treviso, Pagus, 1991, Partitura, solfeggio, movimento. Note di esecuzione di scrittura, Treviso, Pagus, 1992, è qui riscritta con l'apporto di J. Richardson come "technical writer". Si garantisce in questo modo un ampio livello di comprensibilità per un argomento tecnico, attraverso l'uso di un linguaggio chiaro e facilmente accessibile anche ai 'non addetti ai lavori', senza perdere tuttavia l'attendibilità del contenuto scientifico, ampiamente legittimato, da un punto di vista teorico, dall'introduzione di Marvin Minsky.

Graziella Tonfoni, Abitare il testo. Percorso ipertestuale nell'ambiente comunicativo CPP-TRS©, Treviso, Pagus, 1994

Il volume è stato costruito come un ipertesto, concepito per essere "navigato", o meglio letto navigando. La tecnica dell'ipertesto viene realizzata sulla carta permettendo al lettore di sperimentare la lettura non lineare già dal libro, mezzo abituale di apprendimento fino ad ora. Gli iperlibri sono costruiti per facilitare l'apprendimento, creando "iperspazi di lettura" nel testo cartaceo e per educare alla gestione ipertestuale e multimediale della conoscenza attraverso una specifica metodologia cognitiva . Navigando questo iperlibro, il lettore stesso potrà creare una realtà virtuale di lettura: verrà introdotto nel "parco testuale" e nella "bottega testuale" e guidato nell'apprendimento delle varie parti della metodologia CPP-TRS©. Il contenuto del libro scorrerà davanti agli occhi del lettore come in un video e in un'animazione ed il lettore vi si muoverà all'interno. Il libro contiene a livello sintetico tutte le informazioni già presenti negli altri testi dell'Autrice, e, inoltre, viene messa a punto la progettazione del "parco testuale" inteso come spazio di apprendimento della scrittura e della lettura. Il libro è composto da diverse sezioni: videopagine introduttive; il "parco testuale", dove si presentano gli oggetti testuali CPP-TRS© ; la "bottega testuale" in cui vengono suggerite nuove forme di costruzione del testo; lo "spazio ipertestuale" che consiste nel riprendere alcune parole del testo a livello più esteso e approfondito, fornendo ulteriori informazioni: "questo libro costituisce per te che lo percorri anche un'altra mappa di navigazione: presenta infatti illustrazioni e informazioni sintetiche tratte dagli altri volumi dell'Autrice che contengono la metodologia. Le sigle di accompagnamento ti guideranno quindi anche in un iperspazio di lettura esterno: cioè agli altri volumi".

Note:
1. Tonfoni, G., Scrittura Multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991, p. 17 .

2. Tonfoni G., Produrre multimedialità, in Atti del Convegno Smau "Multimedia '92. Dalle idee ai prodotti", Multimedia, Anno I, n. 2, marzo 1993.

3. Tonfoni G., Produrre multimedialità, in Atti del Convegno Smau "Multimedia '92. Dalle idee ai prodotti", Multimedia, Anno I, n. 2, marzo 1993.

4. Tonfoni, G., Produrre multimedialità, in "Multimedia", anno I, n. 2, marzo 1993

5. Tonfoni, G., La multimedialità attiva. Un percorso di formazione cognitivo-comunicativa, in "MediaDuemila", Anno X, n. 4, Aprile 1992

6. Tonfoni, G., La Comunicazione Aziendale come Arte Visiva, Treviso, Pagus, 1991, p. 27

7. Ibid. , p.24

8. Tonfoni, G., Scrittura Multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991, p. 24.

9. Tonfoni, G., Scrittura Multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991, p. 34.

10. ibid.

11. Tonfoni, G., La multimedialità attiva. Un percorso di formazione cognitivo-comunicativa, in "MediaDuemila", anno X, n. 4, aprile 1992

12. Tonfoni, G., La Comunicazione Aziendale come Arte Visiva, Treviso, Pagus, 1991, p. 12

13. Tonfoni, G., Scrittura Multimediale. Tecniche di progettazione e design testuale, Treviso, Pagus, 1991, p. 43.

14. Tonfoni, G., Frammenti testuali. Un libro da navigare, da comporre, da ricostruire, cioè un iperlibro, Parma, Zara, 1994, p. 7


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