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Libro e rete: una convivenza possibile?

di Marco Mezzadri

 

È possibile far convivere la carta, il vecchio manuale, con la rete?

Abituati come siamo, e da decenni ormai, a utilizzare a fini didattici tutto ciò che ci permetta di ravvivare la nostra lezione, che faccia parlare gli studenti; educati e formati, come ormai siamo tutti, sulle teorie dell'approccio comunicativo e del suo eclettismo di base; aperti e costretti come categoria a inventarci tecnici audio, video, informatici, la risposta che verrebbe spontanea è sì, si può e forse di deve sposare la carta con la rete.


Ma il problema è come farlo. Le possibilità sono varie e si avvalgono tutte, in misura maggiore o minore, delle potenzialità enormi offerte dalla rete e che già sono state da me analizzate altrove. Tuttavia è forse opportuno, prima di affrontare un'esperienza in particolare, riflettere sulle cause che fanno sì che il manuale anche se arricchito di strumenti quali le audiocassette o il video non risulti oggi sufficiente a rispondere alle esigenze dell'apprendimento/insegnamento moderno. Prima di tutto una riflessione di sintesi (1): la generazione attuale, anche quella degli insegnanti degli anni 2000, ha un enorme vantaggio su coloro che li hanno preceduti. Studenti e insegnanti oggi vivono in un'epoca multimediale, in un mondo ipertestuale.

Il modo di ragionare del cervello umano è per certi versi molto simile all'ipertesto: è un modo di pensare di tipo reticolare, per associazioni, ecc. L'apprendimento dell'essere umano avviene utilizzando varie parti del nostro cervello, in particolare gli emisferi destro e sinistro, il primo sollecitato molto meglio ed efficacemente da stimoli di tipo multimediale e ipertestuale. Inoltre, poter accogliere ed elaborare gli stimoli che vengono dall'esterno significa attivare i diversi sensi che insieme concorrono a dare un'informazione più completa.

Tradizionalmente il libro, il manuale presentava caratteristiche da cervello sinistro: una grafica scarsamente attenta a dati di tipo visivo, ad esempio. Le attività che venivano proposte erano scarsamente o per nulla basate su principi come il rispetto della bimodalità e della direzionalità, così come spesso o quasi sempre non vi erano attività indirizzate allo stimolo di sistemi di rappresentazione ritenuti secondari per la didattica, quali il cinestesico. Le attività linguistiche erano rappresentate sulla pagina in maniera prevalentemente testuale e con testi a volte molto lunghi.

Oggi se apriamo un libro, e più ancora se lo aprono i nostri studenti mediamente abituati a navigare in Internet o a usare cd-rom, l'impatto può essere immediatamente demotivante, l'esatto opposto di una situazione corretta da un punto di vista didattico, necessaria per favorire l'apprendimento. Il mondo di oggi ha poco tempo per la riflessione, tutto è frenesia, è velocità, flessibilità: la didattica della lingua non deve inseguire questi comportamenti più che criticabili e soprattutto contrari alla lentezza che caratterizza i processi di apprendimento -basti pensare all'importanza che si attribuisce ai ritmi personali e alla regola d'oro del non mettere fretta nell'apprendimento nell'infanzia- e cercherà di promuovere la riflessione, il tempo e i ritmi dell'apprendimento, ma allo stesso tempo non può obbligare la generazione di oggi a ragionare con consuetudini a lei non consone. Le attività di lettura o di ascolto non dureranno in eterno; gli interventi saranno didatticamente brevi e lavoreranno su strategie di apprendimento, di lettura o ascolto, ad esempio, complementari e a volte alternative rispetto a quelle tradizionalmente insegnate.

La grafica del libro cercherà di offrire fin dall'inizio una veste in linea con le aspettative di chi lo utilizza, nel tentativo di stabilire con gli utenti i presupposti per una corretta attivazione del canale della comunicazione. Visto in questi termini il problema della convivenza libro/rete non appare poi così facilmente risolvibile. Basti pensare agli strumenti che si hanno solitamente a disposizione per la didattica dell'italiano a stranieri.

Partiamo dal presupposto ottimistico che comunque queste riflessioni aiuteranno gli editori a non considerare la grafica solo un abbellimento da dosare in termini di costi e ricavi, ma di giudicarla come assolutamente indispensabile e parte del progetto didattico; in questo modo possiamo vedere come il libro moderno stabilisca una proficua interazione con Internet e le nuove tecnologie all'interno di un progetto didattico rinnovato e ricco di nuove potenzialità. Dunque la rete come strumento per aiutare il testo a superare i propri limiti: le parti grafiche fanno invecchiare presto un libro; in particolare le foto, strumenti di forza eccezionale per rappresentare la civiltà di un paese, rischiano di trasformarsi in un boomerang con la conseguente disaffezione dell'insegnante e dello studente che sentono obsoleto il manuale. Ma anche il testo invecchia presto, le statistiche spesso riportate a supporto delle tesi presentate, gli articoli di giornale sono tutti materiali che dopo poco tempo hanno un odore e un sapore stantio, di vecchio.

In questo senso la rete può aiutare il libro a mantenersi giovane. Le attività online alla ricerca di materiali di civiltà aggiornati diventano una sorta di lifting costante per il testo. Le possibilità di integrare la carta e la rete dischiudono poi nuovi orizzonti rendendo non solo multimediale, ma anche interattivo il corso: se senza la rete il manuale viveva delle opportunità comunicative che si risolvevano nell'interazione all'interno della classe o, dopo lunghe ed estenuanti attese, in qualche progetto di corrispondenza con altri studenti all'estero, ora Internet permette di comunicare in tempo reale, in voce e video, con parlanti nativi o altri studenti di italiano, oltre a consentire scambi di documenti ben più complessi in ogni senso di quanto la letterina, solitamente di semplice scambio interpersonale, non rendesse possibile.

Uno dei rischi può essere costituito dalla difficoltà di integrazione del manuale con le attività, ad esempio per quanto riguarda la pertinenza delle attività stesse con il progetto didattico globale che si sta sviluppando, con il programma; si tratta di trovare una congruenza metodologica, delle affinità rispetto agli obiettivi, una comune concezione dell'uso del tempo didattico, una dimensione contenutistica armonica, la condivisione di strategie di gestione del processo d'apprendimento. Per questo crediamo che il manuale debba oggigiorno nascere ibrido, con una doppia anima e vocazione: la carta e la rete.

Nella genesi del progetto Rete! (2), corso di lingua italiana per stranieri, si rintracciano questi elementi.
Era il 1996, gli inizi in Italia dell'era Internet, almeno per quanto riguarda la diffusione di questo strumento presso la massa dei non addetti ai lavori.
Se il manuale di lingua italiana rischia di diventare presto vecchio, la soluzione potrebbe essere non fare della contemporaneità, della civiltà di oggi, l'oggetto dell'azione didattica; in altre parole si potrebbe ritornare all'italiano per la cultura, l'italiano della storia dell'arte, della letteratura, della musica, così come è stato per decenni. Ma il panorama è mutato (3): chi si avvicina all'italiano lo fa per un'infinità di ragioni e non soltanto per un bisogno di conoscenze culturali con la C maiuscola. In sostanza l'italiano è diventato una lingua internazionale, più simile in fatto di motivazioni che spingono gli stranieri a studiarlo, all'inglese o allo spagnolo, al francese o al tedesco.

Ciò comporta una forte attenzione ai bisogni comunicativi e di conseguenza un ampio spazio dedicato alla cultura del quotidiano, così come un approccio didattico anch'esso internazionale, pur nella salvaguardia delle peculiarità di una tradizione glottodidattica, di una lingua e della cultura che essa esprime, tipicamente italiane.
La riflessione che ha dato origine al progetto Rete! si è riferita a diversi ambiti: l'impostazione metodologica, la lingua da insegnare, la civiltà, il rapporto tra autori, manuale e utenti, la ricerca sulle nuove tecnologie applicate alla glottodidattica. Questa riflessione ha poi condotto a individuare punti di forza operativi che avrebbero caratterizzato tutto il progetto:
- la posta elettronica ha permesso a una rete di autori e collaboratori residenti in varie parti d'Italia di interagire in maniera efficace e rapida;
- una volta impostato il progetto e terminata la traduzione in unità didattiche di parte di esso, è stato lanciato un appello per la ricerca di collaboratori attraverso messaggi e-mail a tre liste di discussione per insegnanti di italiano, con l'obiettivo di trovare insegnanti desiderosi di partecipare a una rete con il compito di valutare e sperimentare alcuni materiali del progetto. La lista di discussione, che è stata creata a seguito della massiccia risposta di insegnanti interessati, ha dato modo di dibattere attorno ad aspetti di tipo metodologico, contenutistico, grafico, sulla base di uno specimen contenente un paio di unità iniziali. I suggerimenti dei collaboratori che hanno interagito con gli autori hanno portato a modifiche atte a migliorare il prodotto finale. Così, per la prima volta, una comunità virtuale ha riunito attorno a un progetto editoriale autori e insegnanti di italiano per stranieri provenienti da decine di paesi in tutti i continenti.

A questo scopo gli autori e i collaboratori hanno avuto a disposizione il sito web creato appositamente per il testo (4), nel quale è stato possibile mettere a disposizione materiali audio del manuale, così come altri suoi componenti, e realizzare tavole rotonde virtuali con la partecipazione di autori e collaboratori. L'adesione così rapida e massiccia di collaboratori alla proposta degli autori ha confermato e rafforzato le impressioni di un mondo, quello degli insegnanti di italiano lingua straniera, estremamente vivace, desideroso di mettere a disposizione le proprie conoscenze al fine di rafforzare il rapporto con chi produce materiale per l'insegnamento, nella speranza spesso esplicita di poter contribuire allo svecchiamento delle proposte editoriali nel campo dell'italiano per stranieri.

Fin qui la telematica in funzione di un rinnovato rapporto tra autori e insegnanti e per la costituzione di una comunità virtuale coesa attorno a un progetto di interesse comune.
Continuando l'elenco delle caratteristiche salienti del progetto:
- Internet e la telematica diventano anche strumento aggiuntivo per espandere le possibilità didattiche del manuale.

Rete! è un testo che si ispira all'approccio comunicativo, ma che ha anche fatto propria la lezione degli ultimi anni, in particolare quella dei cosiddetti approcci umanistico-affettivi e cerca di metterla in pratica. È in questa cornice che si inserisce la civiltà trattata nel manuale: l'impianto multisillabico impone la elaborazione di un sillabo specifico della civiltà da aggiungersi agli innumerevoli stimoli culturali disseminati in tutto il testo, come insegna l'approccio comunicativo. Infatti la civiltà in un moderno manuale di lingua non può essere relegata a una sezione, per quanto significativa possa essere. L'approccio glottodidattico che impone la presentazione della lingua in situazione, il valore attribuito agli aspetti comunicativi di tipo sociolinguistico, la convinzione che la presentazione in chiave contrastiva della cultura italiana in senso lato possa promuovere la motivazione degli studenti e generare apprendimento, sono alcuni degli elementi che hanno portato a disperdere in tutto il testo dell'unità la presenza di momenti e richiami alla civiltà.

Per segnalare il rapporto tra carta e rete e facilitare la gestione del libro, o con un'immagine un po' provocatoria la navigazione all'interno del manuale, è stato ideato un riferimento grafico, un marchio che viene posto sulla pagina laddove si evidenzino argomenti di civiltà per i quali sia opportuno o possibile dar vita a percorsi aggiuntivi in rete. Ogni volta che studenti e insegnanti si trovano di fronte a questo simbolo sanno che nella sezione del sito dedicato al manuale sono a disposizione collegamenti e materiali didattici destinati all'approfondimento di quei temi di civiltà; inoltre, come già sottolineato, i vari strumenti a disposizione grazie a Internet e alla posta elettronica permettono di ampliare le opportunità di scambi altamente comunicativi. Di questo nel sito dedicato al manuale troviamo numerosi riscontri.


Il sito www.rete.co.it

Il menu del sito presenta varie possibilità di navigazione.
Chi per la prima volta si avvicina a Rete! può prendere visione di alcune sue componenti: l'introduzione che ne illustra le linee principali, la prima unità del livello iniziale, gli audio delle Unità 1 e 3. Queste parti sono prese dalla versione su carta e dall'audiocassetta/cd-audio, qui presentate per dare un'idea del testo.
In seguito il visitatore incontra una sezione in cui trova gli indirizzi e-mail degli autori con i quali può interagire.
Le ultime tre sezioni riguardano invece più da vicino quanto indicato precedentemente e cioè le interazioni tra la carta e la rete: nella sezione Rete! in rete vengono elencati una serie di siti che hanno attinenza con quanto visto sul libro, ad esempio nella prima unità in cui si parla di viaggi aerei, aeroporti e di alcune città italiane importanti presentate attraverso foto nella sezione di civiltà, i link sino ai siti degli aeroporti di Milano e Roma, di alcune città italiane e dell'Alitalia. Vengono poi presentate attività da fare online alla scoperta dei siti linkati, come strumento per guidare lo studente a una navigazione attenta a dati di tipo linguistico e culturale, nonché alle strategie di navigazione e apprendimento. Le attività e i compiti sono graduati in modo tale da non creare nello studente demotivazione, ma positive occasioni di crescita culturale, linguistica e di apprendimento di abilità di navigazione.

Progetti in rete offre la possibilità di seguire due strade: lo studente può andare alla ricerca di partner con cui dar vita a scambi via e-mail ad esempio: a questo scopo trova in questa sezione una banca dati di indirizzi di altri studenti. Può anche partecipare a una chat o a una lista di discussione per studenti. L'insegnante ha invece a disposizione strumenti professionali: oltre a una banca dati con gli indirizzi di colleghi desiderosi di scambiare opinioni didattiche o di creare scambi e progetti di classe, il sito propone una serie di progetti didattici che fungono da stimoli per costruire percorsi di apprendimento attraverso la posta elettronica che portino ad affrontare progetti di classe suggeriti per ogni unità del libro o a proporne altri in alternativa.

In questo modo il libro si apre a innumerevoli possibilità di sviluppo didattico e l'insegnante e la sua classe possono diventare protagonisti proponendo attività e progetti che arricchiscono il percorso di classe, ma anche il sito stesso, la rete formata da chi utilizza Rete!.

Da ultimo, una sezione apposita presenta centinaia di collegamenti a siti che possono rivelarsi utili per chi studia l'italiano o opera nell'ambito della didattica della lingua e della cultura italiana. È un modo innovativo di concepire il testo che permette al manuale di continuare a crescere al di là della carta stampata e a rinnovarsi attraverso le logiche di rapida trasformazione e cambiamento di Internet. È anche un modo per creare spazi per un ampliamento, un'esplosione dell'aula, della classe attraverso progetti didattici di scambio con altri soggetti, classi o singoli studenti, che utilizzano lo stesso manuale in Italia e all'estero, facendo sì che l'italiano possa assumere ulteriori valenze di lingua veicolare, condizione indispensabile per poter aumentare le possibilità di miglioramento delle competenze comunicative e linguistiche degli studenti.

Questa impostazione innovativa dei percorsi legati alla civiltà, oltre a mantenere il manuale sempre vivo e giovane, permetterà di sfruttare appieno le trasformazioni tecnologiche che offriranno sempre nuove opportunità di comunicazione e crescita culturale in un mondo virtuale.

Note:
1. Cfr MEZADRI, M., La frontiera presente: Internet nella didattica dell'italiano, Edizioni Guerra, Perugia 2001.

2. MEZZADRI, M. e BALBONI, P. E., Rete!, Edizioni Guerra, Perugia.

3. MEZZADRI, M., "Creare materiali e insegnare la civiltà nell'era telematica", in S.i.&n.A., anno IV - N.2.

4. http://www.rete.co.it.



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