<indietro

Il numero "1" di Ameritalia

Sono passati più di nove mesi dall'uscita dello sperimentale n. "0" di Ameritalia. Tutto questo tempo ci è servito per osservare le reazioni degli studenti, degli insegnanti e dall'ambiente accademico; per riflettere sulle critiche che ci sono state fatte; per modificare la grafica; per motivare una più ampia partecipazione da parte degli studenti; per introdurre le tecnologie multimediali connesse all' "esperimento Ameritalia" nell' attività didattica quotidiana.

vai alla presentazione del n. 2>


<ritotorna alla presentazione del n. 0

Ci eravamo proposti di raggiungere una maggiore interattività e di essere così in grado di godere appieno delle potenzialità della tecnologia multimediale che permette di sfondare le pareti dell'aula in modo tale che lo studente si proietti all'esterno ed in modo tale che i professori non si nascondano dietro i loro paludamenti accademici ed accettino gli stimoli che vengono dagli studenti e dal mondo esterno. Ameritalia sta dimostrando di essere uno strumento di lavoro aperto, elastico e versatile capace di armonizzare gli sforzi del gruppo costituito dagli studenti e dal docente che se ne servono. L'esistenza di un sito modesto, ma dedicato a registrare le attività di un nucleo di lavoro minimo, come potrebbe essere l'insieme degli studenti che fanno capo ad un docente, ci sembra una garanzia che il lavoro di quel gruppo non si "consumi" nel corso di una sola lezione, ma che sia convogliato verso il circolo virtuoso che consiste nella ricaduta continua delle attività che si svolgono nei corsi accademici in un più ampio progetto di educazione autonoma e distribuita nell'arco di tutta la vita intellettuale di una persona. Questo sito ideale, al quale Ameritalia sta cercando di assomigliare, dovrebbe essere in grado di favorire lo scambio e la critica di esperienze e di materiali didattici tra docenti ed il continuo riciclaggio ed arricchimento di materiali di studio tra studenti.
Le difficoltà non mancano e riguardano, com'è ovvio, la resistenza al cambiamento opposta strenuamente ed acriticamente da un gruppo di colleghi disposti ad usare ogni mezzo pur di scoraggiare quanti stanno verificando se e come l'iinformatica può coadiuvare l'insegnamento dell'italiano come lingua straniera, interesse proprio della gran maggioranza degli studenti. Per il momento Ameritalia sembra favorire sia la pratica didattica sia un ripensamento della professionalità del docente, che oggi più che mai non può eludere il dovere di conoscere i mezzi informatici a disposizione, non può evitare di usarli e nel caso che non approvi la loro introduzione nella pratica didattica non può non motivare criticamente tale scelta.
A questa constatazione mesta, però, non corrisponde completamente la realtà dei fatti che vede un gran numero di collaboratori cooperare disinteressatamente affinché, numero dopo numero, Ameritalia rimanga in rete. A tutti loro grazie.
Il n. 1 di Ameritalia esce in un momento molto particolare per quanto riguarda la situazione dell'insegnamento dell'italiano
in Venezuela: il 31 maggio 2001 è stata firmata la Risoluzione n. 235 con la quale il Ministro dell'Educazione, della Cultura e dello Sport della Repubblica Bolivariana del Venezuela decreta che, a partire dall'anno scolastico 2001-2002, la disciplina "Lengua Italiana" sia obbligatoria nelle scuole italovenezuelane di tutto il Paese.
In questo contesto la nostra pagina si propone come uno degli strumenti per mantenere i contatti tra la ricerca e la cultura italiana e chi insegna e studia la nostra lingua lontano dall'Italia o lo spagnolo lontano da un paese ispanofono. Con questo spirito P. E. Balboni, docente e ricercatore alla Ca' Foscari, offre un saggio in cui non solo traccia la rotta che dovrebbe seguire la glottodidattica, ma invita a seguirla per rivalutare la dimensione formatrice dell'acquisizione di una lingua straniera nella prospettiva della lifelong learning ed in un contesto di società complessa; E. Bruno in Castelli titolare della Cátedra de Idiomas Extranjeros del Departamento de LenguaY Comunicaciòn dell'Universidad Central de Venezuela, propone un saggio in cui illustra i principi su cui fonda la sua azione educativa associata all'insegnamento dell'Italiano per Fini Accademici; L. Caruso, docente negli Istituti Tecnici, poligrafo ed artista plastico, ci offre una sua interpretazione dell'esperienza futurista; A. Ciliberti, docente e ricercatrice dell'Università di Perugia, ci propone di riflettere insieme su come contrastare il pericolo che i laureati italiani in Lingue moderne, non raggiungano l'auspicato plurilinguismo richiesto dalla società, ma solamente una sorta di 'semilinguismo'; la studiosa ferrarese I. Fioresi ci offre le sue riflessioni su come, grazie all'avanzata qualità delle risorse tecnologiche, sempre più spesso all'interno di un unico spazio comunicativo si trovano informazioni veicolate dai più diversi media, carta stampata, video, animazioni, suoni; il dott. F. Jurlaro, attuale direttore dell'IIC di Caracas ci offre una sintesi storico-linguistica che illustra la parabola dell'italiano negli ultimi cent'anni; lo studioso ed autore di libri di testo M. Mezzadri cerca di rispondere alla domanda che si fanno tutti gli insegnanti che stanno accogliendo il computer nelle loro aule: è possibile far convivere la carta, il vecchio manuale, con la rete?; il dirigente scolastico T. Neri offre un'articolo in cui descrive il processo che ha portato alla firma della "Resolucion n.235" che ha decretato
 l'integrazione curricolare dei corsi di lingua e cultura italiana in Venezuela; E. Tardonato Faliere, docente e ricercatrice dell'Università rioplatense ci conduce attraverso il labirinto dell'opera di Antonio Tabucchi che descrive un universo frammentato in cui tutto è incerto, calato in un'irraggiungibile realtà sfuggente, labirintica e misteriosa...; il docente ibizano M. Torres propone l'applicazione del "Trittico" -dispositivo testuale messo a punto dalla ricercatrice e docente G. Tonfoni- all'opera di F: G. Lorca La casa de Bernarda Alba.
Animati da un corrispettivo spirito di reciprocità,
agli ispanisti italiani proponiamo le recensioni apparse in occasione della presentazione di due libri recentemente pubblicati a Caracas da
E. Feld e T. López Meléndez.
Ed infine vorremmo consigliare a tutti il libro di L. Marchese, un fattivo contributo dedicato a quanti non si accontentano dell'insoddisfacente status di utente passivo del rizomatico mondo dell'informatica (completamente disponibile in rete).
Anche se siamo sicuri di aver fatto del nostro meglio, chiediamo ai cortesi lettori che ci aiutino a migliorare la qualità di Ameritalia formulando le loro critiche e che non ci neghino i loro suggerimenti, ma che soprattutto premino i nostri sforzi decidendo di collaborare con un articolo.

Un cordiale saluto a tutti.

Alessandro Baldi

<indietro