<indietro

Il numero "2" di Ameritalia

Nella presentazione del numero uno di Ameritalia giustificavamo i nove mesi intercorsi dall'uscita del numero precedente riferendoci ad un doveroso periodo di riflessione che ci eravamo presi per osservare le reazioni degli studenti, degli insegnanti e dall'ambiente accademico all'uscita del numero zero. Quei nove mesi ci erano anche serviti per riflettere sulle critiche che ci erano state fatte e per elaborare i suggerimenti che ci erano stati dati. Ne era scaturita una grafica rinnovata, una maggior motivazione ed una più ampia partecipazione da parte degli studenti. Potevamo anche alludere con una certa eccitazione ed un certo entusiasmo all'introduzione delle tecnologie multimediali connesse all' "esperimento Ameritalia" nell' attività didattica quotidiana stava dando frutti insperati: avevamo raggiunto una maggiore interattività e stavamo cominciando a godere delle sinergie che l'introduzione in aula dell'informatica garantisce; l'auspicato "sfondamento" delle pareti dell'aula di italiano lingua straniera, indispensabile per consentire agli studenti di essere proiettati nel mondo reale della lingua viva, si stava producendo e una paziente azione di descrizione, dimostrazione e persuasione stava pure raggiungendo l'ambizioso obiettivo di portare quei professori che amano nascondersi dietro i loro paludamenti accademici sul terreno del confronto costruttivo.

vai alla presentazione del n. 3>


<ritotorna alla presentazione del n. 1

Stavamo riuscendo a fare tutto questo quando la situazione del Paese ha cominciato a complicarsi giorno dopo giorno e ai disordini di aprile 2002 è seguita la serrata di dicembre ed i problemi pratici quotidiani hanno prevalso sulla riflessione che stavamo proponendo. Anche se Ameritalia, proprio in questa contingenza, si è dimostrato uno stumento molto efficace di contatto, ha segnato una battuta d'arresto. Nei collaboratori storici è prevalso un certo pragmatismo che ha smorzato l'entusiasmo iniziale e questo ha incoraggiato i detrattori che hanno boicottato, soprattutto nei confronti degli studenti, gli incipienti tentativi di collaborazione.
Ameritalia è rimasto il sito modesto che era, dedicato a registrare le attività di un nucleo di lavoro minimo -l'insieme degli studenti che fanno capo al lettore d'italiano presso l'Universidad Simón Bolívar di Caracas- ed ha garantito che il lavoro di questo gruppo non si "consumasse" nel ristretto ambito di un'aula universitaria, ma ricadesse in progetto di educazione autonoma e permanente pensato per gli studenti che hanno finito il loro ciclo di formazione linguistica e vogliono continuare a partecipare indirettamente alle attività del Lettorato.

Pur essendo ancora lontana da quel sito ideale cui si ispira, Ameritalia sta riuscendo faticosamente a far circolare il materiale accademico e didattico dei docenti ed a favorire il riciclaggio e l'arricchimento di materiali di studio tra studenti, anche se risente della delusione di quanti pensavano che vi si potessero trovare materiali pronti all'uso in grado di ridurre il lavoro di preparazione delle lezioni o di un esame. Ameritalia non si è mai proposta di risolvere problemi, ma di affrontare insieme le difficoltà della quotidianità nell'aula di italiano come lingua seconda. Per quanto possa sembrare contrario al buon senso ed all'etica professionale questo è diventato l'argomento principale brandito da quanti resistono pervicacemente ad un cambiamento che altrove si sta consolidando.

Queste ed altre considerazioni ci hanno portato ad alzare il tiro ed a puntare ad un obiettivo tanto ambizioso quanto d'indubbia utilità per i destinatari del nostro progetto: convocare un incontro tra quanti in Venezuela si occupano dell'insegnamento dell'italiano come lingua straniera e di quanti stanno vivendo l'avventura del suo apprendimento. Lo scopo di questo numero di Ameritalia sarà appunto creare il terreno favorevole al produttivo svolgimento del "Primo incontro degli italianisti venezuelani".
Gli articoli che presentiamo sono di Susanna Bruni e Letizia Vignozzi, docenti nell'Università per stranieri di Siena ormai di casa a Caracas, Intercultura e media. L'immigrazione in Italia raccontata dalla televisione; di Elba Bruno Castelli dell'Universidad Central de Venezuela, La metodología de proyecto en un curso de idiomas para fines académicos; di Marisa Napoli dell'Università Cattolica di Milano Cultura e Traduzione; di Letizia Vignozzi, Esperimenti suggestopedici;e di Giancarla Marchi, dell'Universidad Simón Bolívar di Caracas La Lingua e la Cultura Italiana all´Università Simón Bolívar di Caracas, Venezuela.
L
e recensioni sono di Luis Beltrán Almería, de, Más allá de la derrota, che ci presenta il libro El ángel vencido di José Luis Rodríguez García, docente filosofia all'Universidad de Zaragoza. Michele Castelli, Le Tenebre nel Molise, ci presenta l'opera di Giovanni Mascia. 

Di particolare interesse ci sembrano i libri che presentiamo e le conversazioni sul loro contenuto che Ameritalia ha intrattenuto con i suoi autori che hanno accettato di essere relatori al "Primo Incontro Degli Italianisti Venezuelani: INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO E FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI D'ITALIANO LINGUA STRANIERA" e offrono questo materiale per creare le basi della loro interazione con i partecipanti. Con Tommaso Raso dell'Università Ca' Foscari di Venezia abbiamo parlato del libro Manuale dell'italiano professionale. Teoria e didattica, scritto con Francesco Bruni, e con Marco Mezzadri, anche lui dell'Università Ca' Foscari di Venezia e stretto collaboratore di Paolo Emilio Balboni, abbiamo parlato del suo libro I ferri del mestiere, (auto)formazione dell'insegnante di lingue, del quale potremmo anche leggerne una parte: Percorso 2, L'autonomia dello studente: dall'analisi dei bisogni alle strategie di apprendimento.
Domenico Cipriano ci offre invece il suo Body and Soul, che indirettamente suggerisce l'importanza di contemplare la poesia tra i materiali che si propongono ai nostri studenti e conversa amenamente con Ameritalia in Navigando in un mare senza onde . Infine, ma di grande interesse per quanti vogliono conoscere gli aspetti più intimi dell'antropologia e della biologia venezuelana, Maurizio G. Paoletti, biologo dell'Università di Padova, conversa con Ameritalia in
Quando una farfalla batte le ali in Venezuela...
delle alternative alimentari degli indios dell'Alto Orinoco.

Con questo numero inauguriamo una rubrica che vorrebbe essere utile ai laureandi ed offrire un riconoscimento a quanti redigono una buona tesi di laurea. Cominceremo con il lavoro di Yrama Lander López, Uso de las preposiciones italianas que indican especialidad por parte de hispanohablantes estudiantes de italiano como segunda lengua, trabajo de grado de Licenciatura en Idiomas Modernos en la Universidad Central de Venezuela Facultad de Humanidades y Educación Escuela de Idiomas Modernos. Tutora: Laura Pérez.

Un cordiale saluto a tutti.

Alessandro Baldi


<indietro