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- Ah, lei è un capitano di lungo curso, che intessante!
E poi dissi tra me e me: -Moltissime cose deve aver visto questo signore, devo proprio fargli un sacco di domande.
- E per quanto tempo fu capitano di lungo corso?
- Tanto per cominciare, se vuoi che ti racconti qualcosa non darmi piu del lei, dammi del tu –e, sonridendo aggiunse - Per quindici anni. La mia nave si chiamava “La perla perduta” e ho girato tutto il mondo.
- Davvero? Che emozionante, Che meravigliosa esperienza! Dai, raccontami dei posti che hai visitato?
- Umh, moltissimi, di alcuni ho già dimenticato il nome, anche se il mio posto favorito è la Grecia. Sai che lì è dove la civiltà è cominciata? Quella occidentale, voglio dire. Dopo che hai visto India e Cina capisci che non siamo tra gli ultimi arrivati. Atene, la sua capitale, è la culla della conoscenza. Grandi pensatori, poeti, politici ed artisti hanno vissuto lì e hanno influenzato la storia dell’occidente fino i nostri giorni. Ma anche quella dell’oriente medio, per dire la verità.
- Sì, sì, ne so qualcosa: mia madre è una filosofa e mi ha raccontato molto di Omero, Pericle, Socrate, Platone, Aristotele e di molti altri personaggi importanti.
- Ah, che coincidenza. Anch’io sono un po’ filosofo. Come dire, mentre ero capitano, ho studiato filosofia, a parte il fatto che del mare si appassiona solo uno a cui piace l’immensità senza riferimenti definitivi. Come nelle traversate del pensiero, non trovi? Ma dimmi, qual è il tuo filosofo preferito?
Dopo averci pensato un istante, ho risposto:
- A me piace molto Socrate, e a te? Non so cosa ne pensi, ma secondo me lui fu il pensatore più grande della Grecia antica: «L’unica cosa che so è che non so niente». Questo diceva il grande Socrate, e per me questa è una frase molto importante perchè mostra bene l’umiltà che caratterizza la sua personalità, che gli permette di accettare l’impossibilità di raggiungere ed ottenere la conoscenza e la verità riguardo l’uomo, benchè l’uomo sia solo un’infinitesima parte dell’ universo e perciò dovrebbe essere più facilmente conoscibile.
Ruggero assunse un’aria pensierosa ed emozionata allo stesso tempo e rispose risponde:

- Hai proprio tutte le passioni di un filosofo.
-Sì, è vero, a me piace molto la filosofia, però la mia vera pssione è l’arte. Una disciplina molto importante anche in Grecia del resto. Mi affascina studiare leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello ed i loro lavori.
Credo che mentre dicevo queste parole mi sia molto emozionata, tanto da sentirmi volare.
- Si ti vede in faccia la tua passione -disse ruggero- ti brillano gli occhi quando parli. E questo è molto bello. Io invece ho dovuto andare in guerra e non ho potuto finire l’università. Io ero un studente di medicina quando ho dovuto partire ed ho continuato a imparare molto, ma dagli orrori della guerra.
Il viso di Ruggero non era più lo stesso, mentre pronunciava quelle parole: era come se fosse cambiata di colore e fossero riemerse le traccie delle ferite e del passaggio del tempo, presentandolo come un uomo finito e stanco.
-Capisco che dev’essere stato orribile però non rattristarti. Ti va di mangiare un gelato con me in quella gelateria all’angolo e continuare a parlare della filosofia e dell’arte?
Lui rispose sorridendo ed assumendo un divertentissimo atteggiamento alla Bogart:
- Chiaro bambina, continuiamo a parlare del passato.

 

Ruggero si perde nei suoi ricordi d'infanzia e d'adolescenza     >
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