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La notte continua ad essere vouta, le goccie e la mia insonnia non mi lasciano stare. Voglio alzarmi però non sento le mie gambe, è come se fossero morte senza vita, è veramente disperante. Le ore passano lentamente, con una lentezza surreale, non posso alzarmi e neanche posso dormire. Questa notte pesante mi pare che non finirà mai.
Abito in questo edificio da poco tempo, ma mi sembra di esserci da tutta la vita. Mi piace questa città e la sua gente: è come se mi fosse conosciuta da sempre. Il signor Buttato sta sempre facendo le pulizie e parlando della vita privata di tutti quanti conosce; la signora Perla e suoi gatti; i coniugi Riscaldato sempre dando spettacolo nel corridoio.
Sono arrivata qui cercando di dimenticare il passato, ma mi sembra che mi habbia seguito nel mio tentativo di rinovvamento.
Voglio alzarmi, perchè non posso? Sento il peso di tutte le mie sofferenze opprimermi il petto: in questa notte infinita il ritmo delle goccie non mi lascia pensare, non mi consente di rischiarare le ragioni che mi hanno portata in questo edificio e proprio in questo preciso appartamento.
Come un miracolo, che ho desiderato dall’inizio di questo incubo, arriva attraverso la finestra il primo raggio di sole che al toccare la mia pelle mi rende l’energia necessaria per alzarmi. Mi gira la testa, non mi sento bene, voglio lavarmi di dosso il ricordo di questa notte sgradevole, ma ho paura: di fronte allo specchio non mi sento quelIa che vi si sta guardando, è Marta con la sua dimagrati faccia che mi chiede di aiutarla. Ma perché lo fa? Non sa forse che non posso?
Perchè vedo Marta quando mi sveglio? È forse questa Marta l’amaro riflesso della mia infanzia? Quella madre che non mi abbracciò neanche quando ero una bambinuccia di sette anni? Madre, sono Io, Martina, sono venuta a trovarti, a perdonarti, a liberarti della tua solitudine. Perché sento queste voci? Però adesso che sono ti sono vicina, ti sento soffrire, eppure non posso dimenticare quel dolore che mi hai fatto sentire. Non è stato facile trovarti perchè non ricordavo questa città, mio padre cercò di togliere dal mio ricordo tutto ciò che era successo prima del nostro allontanamento. Lui è morto mamma, ti ho cercato e so che stai qui, allo stesso luogo dove ti abbiamo lasciato dodeci anni fa, come se il tempo non fosse passato. Mi ratrista essere finalmente qui e non potere. Semplicemente pare che non possa auitarti, che proprio non possa...

Cosa ha fatto Marta nel passato per impedire l`incontro madre- figlia?         >
Potrà Martina aiutare sua madre?        >>
Quali sono le storie del signor Buttato e della Signora Perla e i coniugi Riscaldato?    >>> 

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