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Vorrei raccontarvi una storia che ascoltai ai tempi della scuola elementare e che si intitolava Il Contrabbandiere. La mia maestra raccontava questa storia con una particolare emozione e mai nessuno riuscì ad avere da lei la conferma che si trattasse di un fatto vero o di finzione. Dunque nemmeno io potrò rispondere a questa inquietudine e non mi resta altro da fare se non cominciare a narrarvi il racconto di un agente doganale chiamato Giobatta.

Giobatta era un uomo da 55 anni, che lavorava come doganiere in una citta’ europea. Era una piccola e pacifica città di frontiera dove il lavoro era poco. La strada era di solito molto tranquilla, e non c’erano molti viaggiatori. Non era un lavoro molto interessante, ma Giobatta amava la vita semplice e facile.


Una volta alla settimana, vedeva passare un vecchio chiamato Luigi che arrivava alla frontiera al mattino presto guidando gran camion sempre vuoto.
Per questa ragione, dopo alcuni di questi passaggi Giobatta s’insospettì. Frugò ogni volta che il camion passavala frontiera, ma non trovò mai niente. Un giorno chiese a Luigi informazioni relative al suo lavoro, e lui ridendo gli rispose: «sono un contrabbandiere». Giobatta non non avrebbe mai potuto credere ad una risposta di questo tipo e pensò che il vecchio scherzasse.

Dopo alcuni anni Giobatta andò in pensione e cominciò a viaggiare così come aveva desiderato di fare quando gurdava con maliconia tutti quelli che attraversavano la frontiera da lui presidiata. Si trovava in Francia godendosi il viaggio che da sempre aveva sognato, quando una notte, mentre cenava a Parigi in un ristorante di Mont-Martre, dall’altra parte della sala da pranzo vide Luigi che stava cenando in compagnia di altre persone. Giobatta non potette resistere alla curiosità, si alzò e si diresse verso il suo tavolo deciso a parlargli.

Buona sera Luigi, si ricorda ancora di me? –disse Giobatta sorridendo come per non farsi respingere e con l’intenzione di fissare un appuntamento per il giorno dopo- Fa ancora il contrabbando con il suo vecchio camion? .
-Che piacere Giobatta, era l’ultima persona che mi sarei aspettato d’incontrare qui!
-Ah, si ricorda di me, dunque.
-Sì, certo. Lei continua ad essere il doganiere, mentre io continuo ad essere il contrabbandiere.
-Ero, ora non più, mi creda. Sono andato in pensione l'anno scorso, e non ho più smesso di fare quei viaggi che ho sempre visto fare agli altri dalla mia garitta.
No, la salutavo perché negli ultimi mesi di servizio non ho più visto nè lei nè il suo camion. Sa che mi mancavano quelle perquisizioni che gli facevo? Mi distraevano un po’.
-Ma la distraevano anche se mai ha trovato niente?
-È vero, non ho mai trovato alcunché, anche se non ho mai disperato di trovare qualcosa. Di fatti mi sono avvicinato a lei per farle una domanda, me lo consente?
-Certo che può, un vecchio amico come lei...
-Ma lei, faceva realmente il contrabbando?
-Glielo posso assicurare, del resto non l’ho mai negato...
-Ma se il camion era sempre vuoto. Che cosa contrabbandava in realtà?

Ferdinad von Guarenvaldt, 17 novembre 2004

Che cosa contrabbandava Liuigi di tanto misterioso e in che parte del suo camion nascondeva la sua mercanzia?      >
Perché Giobatta era tanto interessato ai traffici di Luigi?    >>
Perché Luigi era così disinteressato alle attenzioni di Giobatta e non cercava di nascondersi?  >>>

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