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Riflessioni di una studentessa sulla didattica

di Marielena Nuñez

 

Quale tipo d'insegnamento adottare per la formazione e l'educazione integrale dello studente?
Veramente non dovrei essere io a cercare una risposta a questa complicata domanda perché sono una studentessa che non ha ancora portato a termine il suo corso di studi. Ciò nonostante, dato che vorrei occuparmi di insegnamento delle lingue straniere, sto cominciando a rendermi conto dei problemi legati alla mia futura professione ed a riflettere quale potrebbe essere il mio apporto personale alla loro soluzione. Sto dunque cominciando riflettere sui vari approcci, sui vari metodi e sulle varie tecniche didattiche che mi vengono proposte dai miei insegnati nelle loro lezioni per isolarne gli aspetti più produttivi ed operativi, sia che si tratti di insegnamento tradizionale sia che si tratti di insegnamento d'avanguadia.

Lo scopo che un docente dovrebbe perseguire durante tutta la sua carriera credo sia quello di essere un buon insegnate, cioè educare e formare studenti crtici ed in grado di continuare autonomamente il processo di apprendimento anche al di fuori della scuola e dopo la normale conclusione del regolare corso di studi.
La mia personale esperienza nell' "Escuela de Idiomas Modernos" dell'Universidad Central de Venezuela è molto soddisfacente, soprattutto perché ho avuto dei buoni professori, e persino osservando quelli da cui non ho ricevuto ciò che mi aspettavo, ho capito quali sono gli strumenti di cui non mi servirò ed i modelli che non imiterò quando sarò un'insegnate.
Considero che un professore sia il professionista che si occupa dello sviluppo integrale degli studenti ed a tale scopo si aggiorna e fa ricerca. Infatti bisogna costantemente rivedere i metodi, le strategie e gli strumenti che si utilizzano quotidianamente nel processo d'insegnamento-apprendimento perché vanno adeguati alle nuove esigenze di miglioramento del processo educativo ed alle concrete esigenze di un determinato gruppo di studenti.

In effetti è molto difficile creare l'ambiente capace di stimolare lo studente e purtroppo i metodi d'insegnamento tradizionali non sono più in grado di farlo adeguatamente. Se è vero che gli studenti non sempre sono animati da uno spirito di ricerca, e le novità spesso li spaventano; ciò dipende anche dagli insegnanti che non sono in grado di applicare nuove strategie, di proporre attività motivanti e di esere modello per i loro studenti.
Per quanto riguarda i professori, la sfida che devono vincere è il riconoscimento della loro autorevolezza e la conquista della stima da parte dell'allievo. Non è più sufficiente preparare la lezione, corregere i compiti, svolgere attività di aggiornamento e di ricerca: un insegnante in sintonia con i tempi e con i suoi studenti deve essere capace di rinunciare all'autoritarismo intrinseco al suo ruolo tradizionale, deve essere in grado di ascoltare le esigenze di chi studia, di motivarlo e di accompagnarlo nella realizzazione del proprio progetto di formazione.

Io vedo iI professore, come un'importante figura sociale in quanto ha una responsabilità molto grande nell'educazione e nella formazione dei giovani e dunque nella promozione e difesa dei valori dell'intera società.
Crodo che un educatore debba aiutare lo studente ad "imparare ad imparare" cosa che significa acquisire responsabilità, creatività, autonomia, ed indipendenza nella formulazione di giudizi critici di fronte ad un problema da analizzare e risoverere.
Tramite l'insegnamento tradizionale, alcuni docenti trasmettono nozioni, fanno lezioni magistrali, letture, esercizi e fanno realizzare "ripetizioni": tutte attività scarsamente interattive in cui allo studente spetta un ruolo passivo.

Altri docenti, invece, praticano tecniche didattiche più interattive e si riferiscono a metodologie più moderne ed aggiornate. In questo ultimo caso, i professori non offrono nozioni preconfezionate, ma cercano di condurre lo studente lungo una riflessione, per portarlo a scoprire i dati nel corso di discussioni e attività interattive diverse. E' in questo senso, che si può definire lo studente come un partecipante attivo, il protagonista, del processo di "insegnamento-apprendimento", dato che partecipa in maniera attiva nella scoperta e nella costruzione del proprio bagaglio cognitivo.
Il miglioramento delle abilità comunicative deve prodursi insieme ad una più efficace interazione didattica all'interno della quale si dovrebbero sviluppare attività cooperative per far sì che ogni studente possa scambiare con i suoi compagni i risultati del suo lavoro e ricevere in cabio quelli del lavoro degli altri. In questo modo lo studente si sente, anzi è, il personaggio principale ed il vero responsabile del processo educativo; aumentano in lui l'interesse per l'autoformazione permanente e le capacità per realizzarla; e si svilupperanno in lui anche adeguate capacità di autovalutazione. Infatti, solo se la valutazione è accettata dallo studente come conclusione logica di un lavoro portato a termine insieme all'insegnante, è realmente in grado di dare indicazioni utili affinché lo studente possa continuare autonomamente il proprio processo di formazione.

Una delle prime misure che si dovrebbero prendere per garantire aggiornamento e modernizzazione è l'alfabetizzazione informatica. Certo, ci vuogliono un sacco di soldi, ma sicuramente l'investimento trarrà grandi benefici, soprattutto se ci si riferisce all'apprendimanto e all'insegnamento di una lingua straniera.
L'obiettivo che dovrebbe porsi lo studente di lingua straniera e che io mi sono proposta di raggiungere, non è solo quello di conoscere una lingua, ma soprattutto quello di saper "fare" cose con la lingua. Vorrei non solo sapermi muovere meglio in Italia, ma anche avere la capacità di individuare ed usare le diverse varietà dell'italiano, conoscere ed utilizzare propriamente anche gli altri codici di comunicazione extraverbali che si usano insieme alla lingua e che hanno a che vedere con la competenza paralinguistica
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