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Coralloblù
di Tamara Taiti
Sesto Fiorentino, gugno 2003

 

CORALLO BLU'
Ho toccato
il fondo
nel mare
del dolore.
Adesso
regalo conchiglie
e coralli
a chi ha tempo
per lasciarsi
incantare.

ALL'AMORE
Ed io che sono vento
e sogni intatti
mi cingo i fianchi
di splendore e ferma
avanzo
sotto i rami
dei suoi sguardi.


MELTEMI
Uomini come stagioni
lasciati
piovere addosso
ed asciugare
al sole
in lunghe ore salmastre.
Uomini come temporali
soffiano
un vento
gelido nelle grotte
del cuore
allagando i giardini
dell'innocenza.
Uomini come neve
l'incanto
ovattato
svanisce
in un istante
lasciando fango
e ghiaccio
sulla strada.
Ma ora
questo vento del sud
porta rose
e sale
risveglia
il corpo e induce
al viaggio
nelle pieghe
dell'anima a scoprire
i nidi
delle meraviglie.
Difendili
sono tuoi
solo
tuoi.


CONOSCO I TUOI OCCHI
Conosco i tuoi occhi
grandi di lacrime e valigia di sorrisi.
Occhi che inseguono le ombre
e tracciano i contorni dell'invisibile.
Ogni volta riconoscono il mio odore
di animale sanguinante di vita
e si smarriscono
sotto le mie mani esperte
sicure
che finalmente ti sanno trovare.


DONI
Mi ha donato una giraffa
per guardare dall'alto
e lontano
ed elastici
per legare capelli ribelli
……………
Adesso io
mi aggiro
nella savana del mio cuore
senza una meta
senza un dolore


GATTI
Gatti
quanti ne ho avuti
amati, perduti, aspettati
traditi, sognati
ritrovati
sempre uguali
sempre diversi
solirandagi
misteriosi
pronti a giocare
o a graffiare
come solo un uomo sa fare

divido con loro
una ciotola
un letto
un giardino freddo
un lamento d'amore
sotto la finestra
odore di maschio
che sale


IL GIARDINIERE
Rami di quercia
le nere mani di Luc
incidono la corteccia del pesco
e lo innestano col duro membro
di un ciliegio
incrociare, creare, osare
oltre ogni limite
sempre.
La verde Ilnacullin
sparge i suoi colori nell'aria salata
d'Irlanda
ibridi fiori
che nemmeno Dio
volle immaginare.
E allora
perché tremasti
quella notte?
Unica luce
il riflesso latteo
del corpo di lei
umido e caldo
che impaziente ti voleva assorbire
bere, sbocciare.
Silenzio immenso
paura del diverso, bastardo
imperfetto
che potevi generare.
Scomoda pianta da coltivare?
Solo ora mi vedi
cade il coltello ai tuoi piedi
afferri il tronco
e cominci di nuovo
a tremare.


HAREM
Il mio signore
possiede
delle sue spose
i liquidi cangianti
e li mantiene intatti
all'odore, alla lingua
alla segreta sete
il suo amore imprigiona
isola, contiene
dà forma e consistenza
al molle fluido
del nostro divenire femminino
ad occhi chiusi
nei profondi abbracci
ci fa sognare
stanze dell'incanto
e ci promette viaggi
oltre le mura.


LA CONCHIGLIA
Perché io sono
anche quella
che con la lingua
afferra le comete
si asciuga i capelli
con la neve
che sogna i sogni
e crede a ciò che vede.
E voi perché volete
che io cammini sul ciglio
e abbassi il capo
calpesti le orme
e vesta panni usati?
Io tengo le mie mani
dentro il fango
nel torbido, nell'intimo
nel pozzo buio e nero della sete
di lui, di me, di carne
di segreto.
Mi cullo nelle frasi
dentro un libro
mi fo conchiglia
e canto l'infinito.


RICONCILIAZIONE
Nel languido incanto
della solitudine
ho preso la mia vita
nella mano
lucida perla imperfetta
con l'amore
del mare per il cielo
l'ho messa dentro ai battiti
del mio cuore mollusco
quell'attimo d'umida quiete
l'ha cullata
senza sapere ancora
la bellezza rotonda
della sorte.


FLUSSI
Come la lenta pala di un mulino
sono tornata all'acqua
che m'appaga
e mi trascina nei gorghi
voluttuosi dell'essenza
fiume immortale di delizia
eterno turbamento d'abbandono
nell'umido sapore
di quella lingua celeste
ho ritrovato il mio destino
e ho pianto.


TRACCE
Perché tutto
ritorna
come il mare alla riva
e come la pioggia
come queste parole
alla bocca
come l'urlo
ricacciato in gola
per troppo tempo.
E lo specchio
del vero
ti rimanda i tuoi sogni
nell'immagine
pura di un riflesso
sull'acqua.
Ma nel tempo
infinito
resterà in questo cielo
la tua coda
di luce
di uomo-cometa.

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