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"Nuove Lettere"
rivista internazionale di poesia e letteratura
nuovelettere@istitalianodicultura.org
www.istitalianodicultura.org

Direttore: Roberto Pasanisi
(Direttore, Istituto Italiano di Cultura di Napoli; Rettore; professore ordinario, Letteratura italiana moderna e contemporanea, Libero Istituto Universitario Per Stranieri "Francesco De Sanctis", LIUPS; scrittore)
Direttore responsabile: Vittorio Lucariello (Direttore, Spazio Libero Teatro di Napoli)
Redazione: [Dario Bellezza (scrittore)], Alberto Bevilacqua (scrittore), [Franco Fortini (già professore ordinario, Storia della critica, Università di Siena; scrittore)], Constantin Frosin (professore, Lingua e Letteratura Francese, Università "Danubius", Galati; scrittore), Antonio Illiano (professore ordinario, Lingua e Letteratura italiana, University of North Carolina, Chapel Hill), R. Pasanisi, [Giorgio Saviane (scrittore)], Maria Luisa Spaziani (già professore ordinario, Lingua e Letteratura francese, Università di Messina; scrittrice), Mario Susko (già professore ordinario, Università di Sarajevo; professore, Letteratura americana, Nassau Community College, Garden City; scrittore), Násos Vaghenás (professore ordinario, Teoria e critica letteraria, Università di Atene; scrittore), Nguyen Van Hoan (professore ordinario, Letteratura italiana e Letteratura vietnamita, Università di Hanoi)
Segreteria: Tiziana Ciasullo, Ernesto L'Arab, Maria Peruzzini (Capo Ufficio)

"Nuove Lettere", edita dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali), intende costituire una sorta di trait d'union fra le 'riviste accademiche' e le 'riviste militanti', tra le quali vige, com'è noto, una troppo rigida separazione. "Nuove Lettere" comprende cinque sezioni: Poesia, Narrativa, Saggistica, Recensioni e Notizie.
Nel n. VIII-IX, 9-10, 1998, uscito recentemente, un Editoriale di Roberto Pasanisi, "Ahi serva Italia...". Clientelismo, corruzione, corporativismo e degrado culturale nell'Italia dei begolardi; poesie di Josif Brodskij, Constantin Frosin, Maria Rosaria Luongo, Irene Marchegiani Jones, André Maulpoix, Jorge Nabut, Roberto Pasanisi, Coriolan Paunescu, Marin Sorescu, Santino Spartà, Mario Susko, Násos Vaghenás; racconti di Gianni Bartocci, Roberto Bertoldo, Mauro Ferrari, J.A. Ford, A.L. Kennedy, Saadat Hasan Manto, Premciand e Francesca Savoia; saggi di René Char, Sur la Poésie, Carmela De Falco, Matilde Serao e la cultura napoletana di fine secolo, Eugen Simion, Le retour de l'auter e Santino Spartà, Letteratura e industria; recensioni e notizie.

È uscita a Napoli nel giugno del '90, fondata da Roberto Pasanisi con la collaborazione d'un suo allievo, una nuova rivista internazionale di poesia e letteratura, "Nuove Lettere", edita dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Ente di rilievo della Regione Campania, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali). La prestigiosa Redazione è composta da Roberto Pasanisi, che ne è anche il Direttore, da Alberto Bevilacqua, da Constantin Frosin, da Antonio Illiano, da Maria Luisa Spaziani, da Mario Susko, da Násos Vaghenás e da Nguyen Van Hoan; il Direttore responsabile è Vittorio Lucariello; la Segreteria è coordinata da Maria Peruzzini. Ne hanno fatto parte dall'inizio fino alla prematura scomparsa Dario Bellezza, Franco Fortini e Giorgio Saviane.
"Nuove Lettere", stampata in un'alta tiratura distribuita in tutto il mondo, è in costante crescita e si è ormai affermata come una delle riviste più prestigiose del suo specifico settore.
Essa, divisa in cinque sezioni (Poesia, Narrativa, Saggistica, Recensioni e Notizie), nasce per colmare un vuoto: attestandosi intrepida sull''area di confine' fra 'cultura accademica' e 'cultura degli artisti', mira a costituire una sorta di trait d'union fra 'riviste accademiche' e 'riviste militanti', tra le quali esiste, com'è noto, una troppo rigida separazione. "Nuove Lettere" si richiama programmaticamente, attraverso il suo nome, alla celebre rivista ellenica "Tà néa grámmata", che segnò, non molti anni addietro, il rinnovamento e la rinascita della letteratura neo-greca del Novecento, lanciando alcuni fra i maggiori poeti ellenici del secolo. Essa intende infatti dare spazio, accanto a nomi ormai istituzionalizzati del panorama letterario europeo, anche a nuovi scrittori che, pur dotati di sicuro talento, risultino ancóra ignoti, o per la giovane età o perché al di fuori dell'establishment culturale.
Se da una parte le Università, divenute puri luoghi di potere burocratico e politico, sono andate progressivamente smarrendo il loro ruolo istituzionale di fulcro dell'elaborazione culturale e della riflessione sull'arte; se dall'altra gli 'intellettuali militanti' si sono lasciati colpevolmente addomesticare dal potere all'ombra rassicurante del Grande Fratello mediologico, "Nuove Lettere" - convinta della funzione salvifica dell'arte, autentica 'ultima spiaggia' dell'umanità - non intende assolutamente dimenticare la pasoliniana funzione di critica al sistema ed alle sue istituzioni (specialmente se questo è, come il nostro, fatiscente e corrotto): la Weltanschauung della rivista è dunque vicina, dal punto di vista filosofico, a quella della Scuola di Francoforte.
"Nuove Lettere", dunque, unica rivista nel suo genere, nasce, non a caso, a Napoli: no man's land dove, nella tragica compresenza di Eden e Inferno, si fa sempre più drammatica la frattura fra intelligencija e 'gente comune', mentre nella quotidiana guerra di trincea per la 'qualità della vita' sporcizia, disservizî e criminalità (nelle sue più svariate forme) conquistano di giorno in giorno nuovo terreno, nella totale assenza delle istituzioni.
"Nuove Lettere" è stata presentata il 14 marzo 1991 al Circolo della Stampa di Napoli, a cura dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da Giorgio Barberi Squarotti, Alberto Mario Moriconi e Roberto Pasanisi.

Le "muse bendate" La poesia del Novecento Contro la Modernità,
Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 2000, pp. 176


"[...] Ci sia permesso questo avvicinamento tra l'Umanesimo enciclopedico di Roberto Pasanisi e quello di Mircea Eliade, che abbiamo eletto per rappresentare qui questa nozione ideale di un'esperienza apparentemente irrealizzabile. In effetti, il nostro amico Pasanisi illustra in maniera convincente la nozione di sapienza (che noi gli troviamo a furia di leggere la sua opera già impressionante...) definita da Proust il più chiaramente possibile. Dubitiamo che Proust abbia avuto presente anche un senso figurato, ma per quanto riguarda Roberto Pasanisi riteniamo che nessuno più di lui potrebbe fare questo percorso, questo grande periplo attraverso la cultura del mondo, a partire dall'antichità greco-romana alla poesia di questa fin de siècle. Un vero excursus, per non dire incursione, negli strati quasi primordiali, nel fondamento del pensiero umano: che non gli impedisce in alcun modo di giungere agevolmente alle vette della sapienza di tutti i tempi, impossibili per la maggior parte di noi. In primo luogo, vi diciamo che l'opera dell'autore in questione, almeno i suoi poemi e i suoi saggi, è vista qui, nel Sud dell'Europa centrale, come un'opera solida, di valore sicuro, portatrice di un messaggio chiaro, che arricchisce, di cui bisognerà tenere conto nell'evoluzione ulteriore di questi generi. [...] Dobbiamo ammettere che la quotazione di quelle riviste è aumentata dall'oggi al domani, dopo la pubblicazione di questi saggi. La serietà, la documentazione di una stupefacente vasta estensione, cosa piuttosto rara ai giorni nostri, la novità delle idee avanzate, l'audacia stessa di taluni saggi inclusi in questo volume (la quale talvolta rasenta la cancellazione di tabu, vicino ad una iconoclastia nel senso positivo della parola) fanno sì che il volume si legga come una meta-narrazione ad alto livello, d'un'eleganza espressiva e d'una chiarità / concisione d'idee che lo rendono indispensabile ad ogni ricercatore o, semplicemente, amatore di poesia o lettore di una critica solidamente ancorata nel mondo dei valori. Eccoci dunque davanti ad un'opera complessa, di grande finezza esegetica, segnata dalla capacità dell'autore di affrontare con evidente competenza ed una deliziosa compiutezza filologica i grandi temi del patrimonio culturale universale, non soltanto italiano [...]. Diciamo piuttosto che l'autore è un vero enciclopedista moderno, viste le sue molteplici preoccupazioni, al punto che si potrebbe addurre che la sua interdisciplinarità è pluridisciplinare (sic!). Lo sguardo del saggista si volge verso la condizione umana e, allo stesso tempo, verso la sua complessità e profondità, proponendo il ritorno ai valori fondamentali dell'umanità, che solo l'arte e la letteratura (grazie soprattutto alla poesia...) sono all'altezza di illustrare e conservare, ovvero trasmettere alle generazioni a venire. Perfino ad avvertirle, talvolta... Giacché i testi mettono a nudo la decadenza etica e spirituale della vita quotidiana, anche quella della cultura occidentale considerata nel suo insieme. Noi, il lettore di questi saggi, abbiamo seguito da vicino quello sguardo, a volte sinuoso, a volte labirintico, e ciò che abbiamo scoperto per caso dalle nostre letture ci spinge a proporvi questo eccellente volume, non fosse altro che per incitarvi a riflettere e sull'epoca in cui viviamo, e su quella in cui ci condurrà il nuovo millennio. Fatene dunque, finché c'è tempo, il vostro pane, e ne farete alla fine le vostre delizie: che non è affatto male per un libro di saggi.[...]"


b)
"Nel rischio cioè di una tecnologia schiavizzante e di un potere prepotente ed occulto, sotto le apparenze fantasmagoriche di una sedicente "democrazia del consumo" che coinvolge anche la cultura, si oppone - con convinta coscienza letteraria e stilistica - questa attenta, significativa linea saggistica inventiva di Roberto Pasanisi. Un testo che si presenta con scelta di 'situazione' culturale decisa che, negli stessi risvolti 'polemici', conserva coerenza di discussione critica: come è evidente già dal titolo della raccolta, Le "muse bendate": la poesia del Novecento contro la modernità: dove quel "contro" postula e ricerca una ragione coerente di 'verità', al di là di posizioni acquisite o meno. Un'esigenza, quindi, di vera libertà creativa: nella fiducia di un'arte, soprattutto la poesia, che conservi sempre "una delle libertà e delle audacie con cui la nostra epoca riesce a sfuggire alle catene della funzionalità". Per una più autentica ricerca del vero: nel campo del pensiero e dell'arte di sempre."

Sommario

Constantin Frosin, Il destino attuale del male di vivere (da un punto di vista pasanisiano)
I. L' 'uomo-massa' e la 'morte della bellezza': la coscienza dell'Occidente alle soglie del nulla
II. Il poeta tra le rovine. Fra 'civiltà di massa' e 'morte dei valori' una via oltre la modernità
III. "La ragione è diventata irrazionale e stupida": 'falsa soggettività', 'industria culturale' e totalitarismo "al culmine del processo di razionalizzazione"
IV. Gli inferi e il paradiso: la 'diversità dell'artista' e la 'morte dell'amore' nella volgarità del mondo moderno
V. La forma della bellezza: la genesi della poesia di Mallarmé come specimen della lirica moderna
VI. Per una nuova scienza: teoria della Metroanalisi
VII. La 'ripetizione creativa'
VIII. La 'ripetizione onirica': la rima del Poema Paradisiaco fra Psicoanalisi e Metricologia
IX. Il 'significante onirico': appunti per una Metroanalisi
X. Alla Nutrice: Metroanalisi d'una lirica 'paradisiaca'
XI. Hortus conclusus: altra Metroanalisi d'una lirica `paradisiaca'
XII. Giorgio Caproni: l'assoluto e le cose
XIII. L' 'età dell'innocenza'. L' 'epica del quotidiano' sul discrimine sublime fra realtà e desiderio
XIV. Ricerca linguistica e tradizione
XV. I segni dell'incanto: la 'poetica della luce'
XVI. La poesia si aggira tra gli orrori delle metropoli, braccata dalla modernità
XVII. Il caos e l'eticità: un modello di poesia post-moderna
XVIII. Nostalgia dell'altrove: la poesia neo-umanistica
XIX. Trovarsi: una 'poetica del quotidiano'alla ricerca del Sé perduto
XX. L'idillio infranto: uno specimen di poesia neo-provenzale
XXI. Le ragioni del sogno e della fede
XXII. Il tormento e l'estasi: 'amore' e 'morte' nel nome delle cose
XXIII. Rassegna di poesia contemporanea
XXIV. La poesia nelle riviste
XXV. Rassegna di saggistica sulla poesia contemporanea
Carmine Di Biase, Postfazione
Note

 

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