<"Punti di Vista" , "Corrispondenze dall'Italia">

 

 

IL BAROCCO PUGLIESE
di Marica Frustace

 

 

 

Chiunque si accosti per la prima volta alla Storia dell'Arte, deve avere chiaro che non si può intendere le sue opere senza conoscere la realtà storica e sociale in cui esse maturano. E' per questo che, prima di affrontare nello specifico il discorso sul Barocco pugliese, apriremo una piccola parentesi riguardante questa corrente artistica nella sua generalità.
Il Barocco si sviluppa in Italia, partendo da Roma, tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Esso si diffonde in un momento storico molto delicato per la nostra Penisola e per l'Europa intera; un periodo in cui le guerre di religione si fanno sempre più crudeli e i rapporti fra le maggiori potenze si modificano.


La Chiesa di Santa Croce a Lecce



La crisi che travolge il prestigio asburgico in quest'età non risparmia la monarchia spagnola e i suoi domini italiani: la vitalità artistica e culturale, che investe ancora la Spagna alla fine del Cinquecento, è destinata a declinare dopo il 1660 quando si esaurisce quasi del tutto l'importazione di metalli preziosi dalle colonie dell'America Latina.
Ancor più grave appare la situazione, culturale ma soprattutto sociale, in cui versano gli Stati di dominazione iberica in Italia (Lombardia e Napoli), dove sempre più opprimente diviene il potere spirituale del Papa e dove allo sfarzo della nobiltà si oppone la miseria dei poveri. Alla depressione degli Stati asburgici e di gran parte della Penisola italiana corrisponde, per contro, il rinnovamento politico-economico e lo slancio mercantile di altre potenze, quali Francia, Inghilterra e Olanda.
LECCE
A questo punto lasciate che dismetta gli abiti della "storica dell'arte" e che dia libero corso alla penna: le mie radici salentine ve ne saranno grate, ed io con loro!
In primo luogo sappiate che se si vuol parlare di barocco pugliese si deve necessariamente fare riferimento al Salento: difatti la zona del barese e quella del foggiano sono caratterizzate sostanzialmente da un'architettura di stile romanico, risalente al X e XI secolo. All'interno della Puglia, Lecce si è guadagnata il titolo di "piccola Firenze" con riferimento al peso artistico che ricopre nel panorama culturale meridionale. Se un giorno doveste venire a visitarla, tornereste a Caracas con un ricordo indelebile stampato nella memoria.
La caratteristica principale di questa cittadina è il suo essere "a misura d'uomo": nell'epoca del caos automobilistico e della frenesia, Lecce è ancora percorribile a piedi senza uno smisurato spreco di energie. Camminando lungo il cosiddetto "corso" si prova la sensazione di essere in un salotto semplice e allo stesso tempo elegante.


Soltanto tenendo presente questa realtà ricca di contrasti si può capire storicamente l'arte del Seicento, di un'età spregiativamente definita "barocca". La parola "barocco", infatti, è coniata nel Settecento per contrapporre l'enfasi, l'esagerazione, l'oratoria del Seicento (che appariva esteriore, vuoto di contenuti, banalmente ricco) alla razionalità illuministica. Il termine sembra derivare dallo spagnolo barrueco e dal portoghese barroco che indicano la perla irregolare, o anche da baroco che designava un sillogismo artificioso della filosofia scolastica medievale, ossia un ragionamento confuso ed impuro.

Ad ogni modo la parola esprime un giudizio negativo, che si è venuto attenuando solo con la fine dell'Ottocento e il Novecento: oggi il Seicento è stato esaminato storicamente e rivalutato nei suoi effettivi valori. Il Barocco è la continuazione logica del manierismo , che ne è la premessa. Se questo esprime la crisi della società rinascimentale, l'altro è l'arte del trionfo controriformista e dell'assolutismo sovrano, sia quello papale a Roma, sia quello monarchico in Francia o in Spagna; ma è anche l'arte dell'introspezione psicologica dell'uomo, l'espressione del suo dramma.

Questa corrente artistica si trasforma presto in un fenomeno europeo (diffuso anche nell'America Latina in seguito all'evangelizzazione delle colonie), differenziato secondo le realtà sociali e culturali delle varie nazioni e di matrice essenzialmente cattolica. Ciò che lo caratterizza è soprattutto una nuova concezione dello spazio, definito dinamicamente dal flettersi delle murature, in un gioco alterno di sporgenze e rientranze, ora contratto ora illusionisticamente dilatato.
E insieme viene sempre più largamente utilizzato il ricchissimo repertorio decorativo degli artisti romani, inscindibilmente legato all'architettura negli stucchi, negli affreschi, negli intagli e negli intarsi, applicato a mobili, tessuti, oreficerie, apparati di feste e scenografie.
Nelle foto che seguono sono illustrati splendidi esempi di architettura barocca presenti in alcune delle nostre principali città d'arte (Venezia, Roma, Torino).

So che vi starete domandando cosa sia un "corso": dovete sapere che nelle piccole città di provincia, specie al meridione, la vita sociale si svolge sostanzialmente intorno ad una strada principale (il corso appunto) e ad una piazza, luoghi d'incontro fissi per giovani ed anziani.

Ritornando alla storia dell'arte, è possibile seguire virtualmente un asse viario della città barocca che si snoda partendo da Porta Rudiae, s'imbatte nella chiesa del Rosario e in quella di San Giovanni Battista, per giungere nello splendido ingresso monumentale del recinto che chiude la piazza del Duomo. Si tratta di uno scenario stratificatosi nei secoli su cui si affacciano il palazzo del Seminario, quello vescovile e, appunto, la cattedrale.

Uno spettacolo che vi toglierebbe il respiro, specie se visto di notte, e che si ripete nei ritmi travolgenti del convento dei Celestini, affiancato alla basilica di Santa Croce, il cui prospetto massiccio è scandito da un insieme di decorazioni dall'altissimo effetto chiaroscurale.
A proposito di questi due edifici è necessario spendere qualche parola di approfondimento. Costruzione simbolica del barocco salentino, Santa Croce fu iniziata nel 1549 da Gabriele Riccardi con evidenti richiami alla tradizione medievale, tanto nell'impostazione della pianta a croce (a croce con transetto e cupola all'incrocio dei bracci), quanto in quella della facciata, ricca di archetti pensili, rosoncini, mensole figurate e grande rosone centrale mescolati alle colonne, ai plinti e alle cornici cinquecentesche. Il gusto dell'ornato che prevale sull'architettura avvia già verso una sensibilità propriamente barocca.

L'adiacente ex-convento dei Celestini, considerato uno degli spettacoli più suggestivi della Lecce barocca, ha conservato il fascino originario soprattutto all'esterno, nel prospetto scandito dalle finestre distribuite su due piani e serrate da paraste lisce. Cornici di finestre nelle quali la differenza fra primo e secondo ordine -realizzati fra la metà e la fine del Seicento, rispettivamente da Giuseppe Zimbalo e da Giuseppe Cino- segnano, nel processo di alleggerimento e raffinamento delle forme, il trapasso dal barocco alle prime avvisaglie di sapore rococò.



Chiesa di San Carlino a Roma


Palazzo dei Celestini

 



Chiesa di San Lorenzo
a Torino

Per dirvela come la direbbe un leccese: "sci te trei denanzi a Santa Crusce pare mancu ca stae china de panna montata, ma sci ai a piazza duomo alla sira te pierdi tantu è bedra!" Traduco: "se ti trovi davanti alla facciata di Santa Croce sembra che sia piena di panna montata, ma se vai in piazza duomo di sera ti perdi per quanto è bella". Ed è proprio così: entrando di notte nel recinto della piazza, l'illuminazione è talmente suggestiva da riuscire a farvi percepire esattamente la fatica di tutti quegli operai che secoli fa hanno lavorato per costruire edifici così monumentali. Apparentemente unitaria, la piazza è in realtà il risultato di una serie di aggiunte e sostituzioni verificatesi dal XII secolo, quando fu fondata la cattedrale romanica sulla stessa area di quella attuale, fino al XVIII secolo, quando fu completato il palazzo del Seminario e restaurato quello vescovile.


Cupola di San Ivo alla Sapienza
a Roma

La scenografia della piazza, ideale palcoscenico per le fastose cerimonie religiose e mondane del Seicento, è solennemente annunciata dall'ingresso monumentale. Nel 1658 la cattedrale medievale fu abbattuta per ordine del vescovo Pappacoda, uno dei più importanti committenti della Lecce barocca, e ricostruita nello stesso luogo. Autore del progetto fu Zimbalo, famoso architetto leccese, cui spetta anche la geniale idea della scenografia fiancata pensata come un fastoso altare, se non come un arco di trionfo, cui risponde su un piano più arretrato la facciata del palazzo vescovile.La scenografia di piazza del duomo fu completata con la costruzione di palazzo del Seminario, opera del più raffinato decoratore leccese, Cino, che introdusse nel linguaggio ridondante del barocco una componente più lieve e prossima alla sensibilità rococò.

 


Santa Maria della Salute
a Vemezia


Palazzo del Seminario

Per ciò che concerne l'America Latina, è necessario tenere bene a mente l'opera di conversione al cattolicesimo avviata dagli spagnoli per risalire all'origine del Barocco in queste terre. Durante il Cinquecento i conquistatori ispanici del Messico, dell'America Centrale e dell'America meridionale entrano in contatto con gruppi di culture indio-americane altamente sviluppate. Tentano in ogni modo di distruggerne le tracce ma le tradizioni originarie, solidamente radicate, resistono alla loro pressione finendo per determinare il carattere della nuova formazione culturale.
Conquista spagnola significa anche un grandissimo influsso del clero sui territori occupati: francescani, domenicani, agostiniani, mercedari e, poco più tardi, gesuiti e carmelitani. Questi, per convertire la grande massa degli Indiani, fanno costruire dei monasteri dove svolgere l'attività missionaria. Inizialmente le costruzioni sono abbastanza semplici, ma in breve tempo ne sorgono alcune di particolare rilievo. L'arte coloniale, naturalmente, è suggestionata anche dall'arte spagnola: i preti ispanici, infatti, sono stati i primi importatori di taluni modelli estetici, come pure di oggetti d'arte e di artisti in carne ed ossa. Ciò nonostante, l'arte latino-americana del periodo coloniale si distingue nettamente da quella spagnola, tanto che alcuni critici parlano di un barocco sudamericano, dei sec. XVII e XVIII, superiore a quello iberico.
Nella foto sottostante abbiamo un esempio di arte coloniale presente in Messico.

 


Piazza Duomo di notte


Palazzo arcivescovile in Piazza Duomo

 


Il Santuario di Ocotlàn
in Messico

E' ovvio che il discorso sul barocco in generale, e su quello pugliese in particolare, non possa esaurirsi in così poche pagine. Tuttavia, credo che le parole dette o scritte contino meno delle magnifiche sensazioni che vivrete personalmente quando vi troverete dinanzi a edifici e monumenti di siffatta natura. Lecce vi attende, così come i suoi abitanti, famosi in tutto il meridione per la loro gentilezza e ospitalità.
Terminando il nostro breve viaggio nella città salentina, bisogna fare un ultimo richiamo a Piazza Sant'Oronzo, dove con la massima naturalezza campeggiano, l'uno di fianco all'altro, monumenti come il medievale palazzo del Sedile, la colonna romana sovrastata dal santo e lo splendido anfiteatro romano. Avrete capito ormai che Lecce non è solo città barocca, ma romana, medievale e moderna. Insomma, un mondo tutto da scoprire!

 

IL BAROCCO NEL MEZZOGIORNO D'ITALIA
In Italia meridionale Napoli è stato il centro principale di diffusione del barocco, ove si è consolidata quella tendenza, già radicata nella tradizione locale, verso un'architettura dall'ornamentazione esuberante. Tuttavia, altri importanti centri di diffusione e rielaborazione di quest'espressione artistica sono da individuarsi in Puglia e in Sicilia. L'esame dei principali aspetti dell'arte del XVII secolo in queste regioni, non può ignorare una certa influenza delle contemporanee esperienze iberiche. La dominazione spagnola nel mezzogiorno d'Italia ha suscitato, infatti, una serie di reciproche influenze e di contatti che si sono innestati nel tessuto della cultura locale. E' possibile ritrovare la ricerca di effetti scenografici, evidenti anche a livello urbanistico nell'allestimento di piazze, scalinate, cortili; la tendenza a una decorazione esuberante, che affolla le superfici e invade le strutture; l'adesione a soluzioni proprie degli apparati effimeri, creati per feste e celebrazioni e destinati a influenzare le forme architettoniche e decorative delle arti maggiori.
Ad ogni modo appare vana la pretesa di seguire capillarmente il diffondersi e il trasformarsi di singoli spunti e motivi, o di distinguere nell'attività degli artisti del Seicento gli elementi che potrebbero definirsi "barocchi". E' possibile, invece, individuare alcuni centri nei quali le trasformazioni furono alquanto sensibili, e permisero lo sviluppo di un linguaggio che presenta sostanziali analogie con quello degli artisti barocchi romani.


Palazzo del Sedile


Anfiteatro Romano

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
ADORNO P. (1990) - L'arte italiana. Volume secondo: il rinascimento e il barocco.
DE VECCHI P. e CERCHIARI E. - Arte nel tempo. Volume secondo, II tomo: dalla crisi della Maniera al Rococò.
ENCICLOPEDIA EUROPEA GARZANTI, volume secondo, 104-106, a cura di De Vecchi P.
ENCICLOPEDIA DELL'ARTE MONDADORI, volume secondo, 117-120.