<indietro

Le nebbie e le onde di Puerto Colombia
Da Maracay a Choroní...
Maracay* ed i suoi cinquecentomila abitanti sono laggiù, a 44 km. Quassù, a millesettecento metri anche l'aria del tropico si fa più leggera e fresca, il verde più blu e l'umidità nebbiosa...

*capitale dello stato Aragua, uno dei 22 in cui è diviso il Venezuela
L'araguaney trasforma le brume in petali viola, rossi, arancioni, gialli: non siamo nella selva ed ancora si distinguono nubi, cielo e colori.
Una nuvola sembra impedire il passo,
ma terminata la prima serie di tornanti ci accoglie una vallata lunga fino al mare, zeppa d'alberi immensi, pieni di foglie carnose e buie.
...attraversando il
Parco Nazionale Henri Pittier
Henry era di Bex. Svizzero, amava la botanica. Classificò piante a decine di migliaia nella selva pluviale
..e camminava per ore senza mai cedere alla sete, senza mai credere che tra i rami più alti fossero impigliate le anime degli schiavi, neri di caffè e cacao, con le mani gialle di banane.
Henry viaggiava solo mangiando per giorni guayaba, papaya e mango. E poche volte alzava lo sguardo, quasi mai si proteggeva dalla pioggia e, calata la notte, nessuno lo vedeva.
Case, strade, finestre e porte da
Choroní a Puerto Colombia
Fuori dal bosco e dalla nebbia all'alba Choroní occhieggia dalle porte semi chiuse e da improbabili imposte.
Poi il sole scioglie le ombre e i colori escono in strada dalle stesse porte, dalle stesse finestre ora completamente aperte.
È quasi torta di meringa, confetto nuziale, fosforescente nastro. Colore da toccare, colore da mangiare.
Bere il cielo, odorare foglie e fiori...
In fondo alla strada lo sciabordio del mare.
 
Dai tetti dalla posada si può guardare lontano... ...e vedere la fine delle onde, l'orizzonte della brezza...
ed in un angolo della piazza, ombreggiato, il monumento a quelli che sono spariti mentre stavano a pescare;
si vede un pan di zucchero che non si scioglie
sotto gli abbaglianti raggi
ed albatros che non si vogliono posare...
Porte e finestre qui sembrano esser fatte di notte per svanire di giorno in molli ombre, fresche tele di cotone stillanti per poco la rugiada che tutto ha impregnato mentre si dormiva.
I tavoli ancora da imbandire di frutti sugosi e colorati,
e sull'amaca ora si dondola il gatto.
Coperta di felci la pietra calcarea filtra incessantemente acqua nell'orcio in gabbia e negli atrii più bui non si spengono mai le luci...
il pescatore spinge la sua carriola e guarda curioso di capire perché mai lo si vuol fotografare
Sulla strada del mare
veramente è laggiù che tutti vorrebbero andare perché quello è un posto buono, proprio sotto una palma reale.

Intanto si offre ancora una volta,
e si ritrae
soffice di schiuma d'alghe, verde d'occhio naturale,

onda dopo onda,
intonso dagli scogli,
questo irrefrenabile mare
e niente può impedire che giungano da dietro il monte burrasca e temporale.
Indifferente e imbronciata, forse triste ed annoiata, rifiuta questa bimba il bagno
o forse è questo il suo modo speciale di esigere un gelato?
Pure il grande sorriso del bimbetto è solamente speranza di gelato? Magari la serietà dell'altro non è solo delusione di coppetta vuota: il carretto è passato, ma quell'uomo 'sta volta non ha gridato...
È scappato con la venditrice di polpa cocco, l'ha convinta a regalargli un bagno salato: in cambio le racconta cose dolci e bugie sperimentate, tanto sarà tutto inghiottito da mulinelli di sabbia mossi da apposita risacca.
          

Tutto cancellato:
doni, furti e sguardi
ricordi suoni ed abbagli;
tutto riempito d'inedita ombra diurna:
la spossatezza dell'eccesso di sole,
l' azzurro intensificato e i grigi violetti.
Non resta che passeggiare dopo essersi cambiati...
Le barche dei pescatori dormono nel río Choroní

El martirio è un peñero*
aspetta dove sbocca il río Choroní
che il mare si faccia meno nero

*peñero: tipica imbarcazione di legno molto robusta usata dai pescatori venezuelani

Il sole è già alto,
ma i peñeros dormono ancora
si abbassa la marea
e poi nessuno potrà più uscire
La tormenta si avvicina
ma non spaventa ormai nessuno,
solo El Martirio ha pescato
Passeggiando dal colle del Cristo
al Malecón*


*Malecón: lungomare

Nubi e raffiche si rincorrono al largo,
e sugli scogli si rompono onde lunghe,
la spuma vola ed arriva fino alle case:
questo si vede dall'alto del Cristo.
Poi d'improvviso
come tutto è cominciato
si allontana il temporale
abbandonando il Malecón sfinito

Il mesón* cariatide-sirena
aspetta la gente lavata e profumata
chi ha lavorato e chi ha goduto l'aria salmastra
ci mangerà pesce fresco fritto.

*mesón: trattoria

Cena a casa di Carmen Noi mangeremo da Carmen
autentica dama spagnola
resuscitata da uno dei quadri
dai quali,
salpando da Sanlúrac de Barramenda,
non vollero separarsi gli antenati
un pasto frugale
uno dei tanti condivisi da Carmen
quasi per celebrare
ricordi che non riesce a far morire.
Ritorno
Ci lasciamo alle spalle la vallata lunga fino al mare,
ed i colori di Puerto Colombia non hanno svelato segreti
solo sorrisi, luce e odori
ritornando verso casa
con la pelle piena di sole
una sosta a mezza strada
davanti ad una chiesa a forma di torta
.

< inizio
 
<indietro